Il ponte a stralli di Bari parla ruvese

L’impianto elettrico della struttura è stato realizzato dalla Esi technology di Salvatore Tumolo, che ha anche ideato e installato le luci tricolori
E’ stato inaugurato sabato scorso alla presenza, fra gli altri, del premier Matteo Renzi il nuovo ponte dell’Asse nord sud di Bari. «Una grande infrastruttura non solo funzionale dal punto di vista del traffico ma anche di grande valenza architettonica – l’ha presentato il sindaco del capoluogo pugliese Antonio Decaro -. Un ponte che finalmente realizza il primo asse di scorrimento della città. È il primo asse che si completa e che collega il centro cittadino con la statale 16, la Fiera del Levante e il porto. Possiamo considerarlo un ponte verso l’Area metropolitana, e quindi verso il futuro. La dimostrazione che quando le amministrazioni collaborano in sinergia, i sogni possono trasformarsi in realtà».
L’opera è stata realizzata grazie a un finanziamento di 32 milioni di euro ottenuto dalla Regione Puglia e a un ulteriore contributo del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti di poco più di un milione. L’elemento principale è costituito dal viadotto lungo complessivamente 626 metri, di cui 225 costituiti da un ponte strallato, sorretto da una torre alta ben 78 metri, che serve a scavalcare l’imponente fascio di binari ferroviari che lambiscono la stazione. «Con 30 stralli (funi che reggono dall’alto il ponte sospeso, ndr) e la pila sghemba (per consentirne l’incastro tra i binari, ndr), è unico al mondo nel suo genere», ha detto ancora Decaro.
Il gruppo che ha progettato l’opera e diretto i lavori è composto dalla Rpa di Perugia, dallo studio Casado Sa di Madrid, dala Net engeenering di Monselice, in provincia di Padova, e da due aziende baresi, la Uning e la Ga&M. L’impresa che si è occupata di realizzare la struttura è la Cimolai di Pordenone, che si è servita anche di realtà locali. Tra queste, per la realizzazione dell’impianto elettrico è stata scelta la Esi technology di Salvatore Tumolo.
L’azienda ruvese si è occupata del telecontrollo e della videosorveglianza, dell’impianto di pannelli a messaggio variabile, ma anche di tutta la parte relativa all’illuminazione, sia di servizio che scenografica. Si deve anche al suo contributo l’idea di utilizzare luci bianche, rosse e verdi per poter omaggiare sia i colori del Bari che quelli della bandiera italiana.
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