Il nuovo Assessore Antonio Minafra: «Ecco i miei progetti per la Cultura»

Grazia Ippedico

Minafra ben si dispone verso la Consulta, la sua organizzazione, i suoi progetti, convinto della necessità di un ricambio generazionale, accogliendo a braccia aperte le sue iniziative ma anche di tutt

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Antonio Minafra classe 1956, sposato con due figli, è laureato in scienze politiche con indirizzo politico sociale e master nella pubblica amministrazione, è vice segretario amministrativo all’università degli studi di Bari e partecipa ai lavori di ricerca in ambiti sociali.

Da sempre attivo sia socialmente che politicamente nel ’78  fu tra i dieci fondatori di RCS ovvero Radio Canale Stereo. Nell’80 dall’esigenza di un’idea alternativa di lavoro, affinché non si passasse attraverso le forche caudine che erano le assunzioni di allora, nasce il Movimento Disoccupati che dà origine alla cooperativa della commercializzazione dei prodotti agricoli “Arcangelo Ciliberti”. Dopo pochi anni Antonio Minafra fonda la cooperativa l’Agorà, nota libreria di Ruvo.

Militante sin da giovanissimo nel FDC, poi nel PCI e nei DS è stato assessore alle attività produttive al turismo, al commercio e alla polizia municipale da ottobre ’96 a giugno ’99 con sindaco Matteo Paparella. Da 4 anni milita in Città in Movimento.

Minafra ha ereditato l’assessorato alla cultura e al turismo da Nicola Bucci del quale lavoro è molto contento e intende seguirne le orme. La cultura è un insieme di valori norme e tradizioni, storia e vissuto della collettività. La cultura dunque determina lo stile di vita della comunità e dalla comunità. Si ha da questa  una percezione più o meno evoluta. Così intesa la cultura è il fulcro di una comunità. Non è spettacolo, va decisamente oltre. Questa introduzione per affermare gli obiettivi del nuovo assessore. «Creare un circolo virtuoso, modificando gli stili diversi ai quali siamo abituati… tutto quanto dev’essere finalizzato. Si deve passare dal concetto di consumo culturale al concetto di produzione culturale sul territorio.»

C’è un duplice traguardo da perseguire: dare reale valore alle risorse e ribaltare lo stereotipo sui ragazzi che sono visti come minaccia e non come risorsa. La società che corre forsennatamente produce disagio giovanile. Il ragazzo lasciato solo a se stesso vede davanti a sé una solo strada: quella del consumo. Questa è l’unica via per colmare gli scompensi dati dalle relazioni con la società nel suo insieme. Attirando il giovane nel processo culturale si rende protagonista del cambiamento. In questa maniera si canalizzano energie che altrimenti si scaricano in maniera negativa.

A questo proposito l’assessore Antonio Minafra ben si dispone verso la consulta, la sua organizzazione, i suoi progetti, convinto della necessità di un ricambio generazionale, non può che accogliere a braccia aperte le iniziative della consulta ma anche di tutte le altre associazioni culturali che operano sul territorio ruvese.

«C’è bisogno di parlare e di calarsi sul territorio. Presto organizzerò un forum delle associazioni. A mio parere l’assessore si fa per strada tra la gente e non dietro una scrivania, sepolto dalle scartoffie...».

La costruzione di infrastrutture adatte ai bisogni di tutti i ragazzi diventano parte del programma politico dell’assessore. Si divulga dunque la valenza sociale del teatro e della musica,che sono obiettivi strategici a cui tendere. Antonio Minafra parla di uno Spazio Teatro. E ancora di un centro mediterraneo della cultura dove collocare la pinacoteca Cantatore; un museo multimediale con un centro studi della cultura mediterranea moderna, un laboratorio del sapere artigianale. Tutto in un ambiente multietnico e multidisciplinare.

Per di più è necessario, per la cultura di tutta la comunità, il progetto ormai in itineri di una biblioteca funzionale e moderna, con un  portale mediatico che non si occupi solo della messa in rete dei testi ma anche e soprattutto di dare un molteplicità di servizi ai cittadini. Per dirla con le parole dell’assessore, dunque, una Biblioteca in Movimento… che giunga nelle case dei cittadini.

Ugualmente importante è la maison de la musique ovvero un vero e proprio laboratorio musicale, che funga da luogo d’incontro dei vari saperi musicali esistenti sul territorio. Prima tra tutte fornire un servizio ai giovani ovvero dei locali predefiniti per le band locali.

A questi macro interventi si associano i miglioramenti  di eventi già in vigore tipo il Talos Festival da posizionare in un contesto più qualificato. Inoltre obiettivo importante è quello di non organizzare eventi con emergenze, poiché non è impossibile intercettare finanziamenti regionali, nazionali ma anche internazionali.

Per quanto concerne il turismo, è importante sottolineare che esso è parte integrante dell’economia e non bisogna assolutamente snobbare il suo potere. Una società con una monoeconomia prima o poi crolla. Il turismo è una grande fonte di guadagno, ma c’è bisogno di una grandissima collaborazione da parte di tutti i componenti della città. Ruvo ha bisogno di riacquisire la sua originaria bellezza, ponendosi al centro di una politica comune di tutte le città limitrofe. Posta ai confini dell’Alta Murgia, vicina al Castello del Monte e a Trani, può essere una grand’attrattiva per migliaia di turisti. Per questo il progetto di una riqualificazione della pineta o un albergo diffuso, ovvero un albergo con varie dislocazioni in tutto il centro storico disposto a raggiera e gestito sia dall’ente pubblico sia privato, un’area camper per il sempre più diffuso turismo alternativo, dove poter comparire a costo zero su circuiti nazionali e internazionali.

Il trait d’union è la cultura alla legalità ovvero l’opera di tutta la collettività, affinché vengano meno gli individualismi. Bisogna accrescere il senso comune della dimensione pubblica.

La condizione necessaria affinché tutto questo sia possibile è il gioco di squadra degli assessori, che è presente in questa Giunta comunale. Le sinergie tra i vari assessorati sicuramente garantiranno una città migliore.

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