Il gruppo speleologico Ruvese nel cuore della Terra

A Cassano allo Jonio, in provincia di Cosenza, ha esplorato la terza grotta più profonda della Calabria
Le ricerche portate avanti negli ultimi due anni da diverse associazioni speleologiche calabresi, altoatesine, siciliane e pugliesi, di recente hanno consentito anche di esplorare in agro di Cassano allo Ionio, in provincia di Cosenza, quella che ad oggi risulta essere, in base ai dati catastali conosciuti, la terza grotta più profonda della Calabria.
«E’ dedicata a Caterina Miracca, giovane cassanese recentemente scomparsa», spiega lo speleologo Nino Larocca, «e fu individuata già a metà degli anni ‘90 dal gruppo speleologico Sparviere di Alessandria del Carretto, ma solo nell’estate scorsa, in occasione di un raduno nazionale organizzato dalla Fledermaus Esplorazioni di Bolzano a cui aderirono oltre 35 speleologi appartenenti a diversi gruppi nazionali, si riuscì a forzare e oltrepassare l’angusto ingresso.
Ci trovammo davanti altre piccole e strette fratture verticali e poco oltre una discreta sala-galleria terminante però fra massi calcificati – racconta ancora Larocca, che ha fatto parte della spedizione -. Non ci perdemmo d’animo, avevamo capito che si era nel punto giusto e infatti a novembre scorso, seguendo questa volta la forte e rumorosa corrente d’aria che d’inverno caratterizza questi originali ambienti ipogei, ci imbattemmo negli stessi macigni calcificati visti in precedenza. Disostruimmo notevolmente lo stretto orifizio ventoso predisponendolo alle successive esplorazioni che in tre puntate compiute nei passati 15 giorni hanno permesso di raggiungere la profondità di circa 120 metri dalla superficie».
Insomma, si tratta di «una grotta oltre che lunga, bella e interessante, anche difficile e pericolosa da percorrere, ma allo stesso tempo intrigante». A rappresentare la Puglia in questa affascinante scoperta, oltre ai colleghi di Lecce, Putignano e Altamura, c’era anche il gruppo speleologico Ruvese, che ha partecipato alle recenti esplorazioni.
La ricerca adesso si completerà con il rilievo topografico che, per le difficoltà morfologiche, sarà difficile da attuare. Gli speleologi, inoltre, stanno già intraprendendo un dettagliato piano esplorativo futuro, con la convinzione che l’importante complesso carsico è certamente connesso con altri sistemi di grotte.
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