Il General Manager Luciano Savi fa luce sul futuro del Ruvo C/5

Elio Tedone

“Puntiamo a fare un campionato di tutto rispetto: non partiamo per vincerlo, ma non intendiamo essere la cenerentola del girone”

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Le tante voci filtrate in questi giorni sul Ruvo C/5 hanno fatto sì che i tifosi e i tanti appassionati  chiedessero chiarimenti alla società sul futuro. Insieme a qualche notizia esatta, però, sono venute fuori anche tante inesattezze sul nuovo corso della squadra biancoazzurra.
 
Per fare chiarezza in merito a questo abbiamo pensato di portare gli stessi interrogativi nella stanza dei bottoni, all’attenzione della mente del Ruvo C/5, il general manager Luciano Savi.

I tifosi chiedono chiarezza sugli acquisti, sulle cessioni e su che tipo di campionato si intende fare per la prossima stagione.

“Dopo nove anni di sacrifici per arrivare in B – dice Savi – e dopo i primi quattro anni di lotta con il Comune per poter giocare in un Palasport, dopo che a nostre spese abbiamo omologato i palazzetti di viale Colombo e di via Volta, oltre che il campo Polivalente, dopo aver versato alla Figc 6.000 euro di cauzione per affrontare un campionato nazionale, mi sembra proprio che sia superfluo chiederci se la squadra e la società continueranno ad esistere. La domanda era più plausibile l’anno scorso quando, arrivati in B a fine maggio, ci siamo trovati a dover versare entro quaranta giorni la somma di 10.000 euro senza che nessuna Istituzione ci abbia dato una mano, e con i grossi debiti delle trasferte di Coppa Italia da saldare.

In quanto al mercato le cessioni sono state male interpretate dai tifosi, nonostante i più conoscessero bene le questioni societarie. Si è creato un gran polverone quando in realtà abbiamo fatto solo un precontratto per Albert Gumiero Silva con il Modugno. Questo è stato fatto innanzitutto per il bene del ragazzo, che in questo modo potrebbe avere una vetrina migliore e puntare ai palcoscenici che merita. Per dimostrare questo con i fatti e non con le chiacchiere aggiungo che per questo motivo la lista è stata ceduta ad una cifra che è la metà del suo effettivo valore. La società, da questa operazione, ha recuperato solamente le spese aeree e il costo iniziale del cartellino e dei documenti per la cittadinanza.

Per la stima umana e professionale che nutriamo nei confronti di Gumiero abbiamo rifiutato le grosse cifre che altre società ci avevano offerto. Sergio Scavassa (ex Lazio in A1), invece, il 15 giugno si svincola e diventa proprietario del cartellino e quindi può decidere autonomamente dove accasarsi. Chiaramente il giocatore, trovandosi bene a Ruvo, aveva richiesto di poter rimanere, ma il suo contratto per il prossimo anno si aggirava su cifre che in questo momento per noi sono improponibili. Per cui, essendo libero, deciderà lui dove andare, visto che aveva anche l’intenzione di accasarsi nella serie A spagnola.

Gli altri due brasiliani, Bortoletto e Moreira, erano solamente dei presiti e quindi le loro liste sono ritornate rispettivamente al Cinecitta’ (promossa in A1) e allo Spoleto (salita in A2)”.
La società, quindi, smentisce tutte le voci distorte in merito agli italo-brasiliani che non hanno nessun fondamento e non si attengono ai fatti che abbiamo appena citato.

“Il discorso mister – aggiunge Savi – è a parte: Bellarte è cresciuto dal ‘98 con la nostra società, che volle accollarsi le spese per fargli conseguire il patentino da allenatore di calcio a5. Dopo gli abbiamo affidato una squadra in C1 e poi in B, con i risultati che tutti conoscono. Sicuramente sarebbe voluto restare, sicuramente noi lo avremmo voluto tenere, ma il mio consiglio da padre è stato quello di provare ad allenare fuori per forgiarsi un attimino di più. Io stesso mi sono prodigato per incanalarlo verso una squadra all’altezza della sua bravura ed il matrimonio è stato fatto con il Modugno, squadra dalle grandi ambizioni e piazza importante, dove inoltre troverà due giocatori che lui conosce e da dove potrà iniziare senza grossi traumi di cambiamento”.
Esaurito il mercato in uscita il general manager ruvese si sofferma sugli acquisti.

“Abbiamo già messo sotto contratto Giuseppe Di Chiano, un laterale offensivo che arriva dal Bisceglie di A2, dopo una breve pausa al CSG Putignano. E’ un giocatore di enorme esperienza, che ha vinto con il Bisceglie il campionato di C1 e di B, la Coppa Italia di B e ha collezionato tutte le presenze nel campionato di A2. Inoltre abbiamo opzionato due giocatori esperti di grandissima levatura tecnica. Su questo, comunque, decideremo entro la fine di maggio. Siamo anche in contatto con un altro giocatore “universale”, che sta valutando altre offerte oltre alla nostra. Mi dispiace non poter fare i lori nomi, ma questi sono gli accordi presi con la società e con i giocatori stessi. Per chi non è esperto di questioni federali, va comunque ricordato che le liste e le operazioni di mercato sono possibili solo dal primo luglio in poi e che per adesso ci sono solo strette di mano.

La chiusura di Savi è sul prossimo campionato e su come lo affronterà il Ruvo C/5.
“Puntiamo a fare un campionato di tutto rispetto: non partiamo per vincerlo, ma non intendiamo essere la cenerentola del girone. Intendiamo, però, continuare a sviluppare l’amore per il calcio a 5, come facciamo da nove anni, irrobustendo il settore giovanile e promuovendo ed aiutando le squadre che intendono iscriversi ai primi campionati.

 Più ragazzi si avvicinano a questo sport, più ci sarà la possibilità di veder nascere qualche talento. Quest’anno abbiamo prestato gratuitamente tre ragazzi alla  Rubis in C2, due al Bitontum ed uno al Ruvo calcio. Nei tre anni precedenti abbiamo provveduto all’iscrizione ed al mantenimento di due squadre di C2, lo  Sporting Club e la Polisportiva Grifo, trasferendogli gratuitamente tutti i ragazzi disponibili. Abbiamo collaborato economicamente e con il nostro materiale tecnico sino allo scorso anno con la Parrocchia di San Giacomo per far crescere i ragazzi. Aiutiamo, ogni volta che ce lo viene chiesto, anche le scuole calcio”.

Alle voci e alle chiacchiere di corridoio il Ruvo C/5 risponde con i fatti e con i numeri, che sono sempre stati e sempre saranno l’unico sinonimo di verità.

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