Il freddo improvviso sorprende scuole e uffici comunali

Salvatore Vernice

L’accensione del riscaldamento è regolata da una legge nazionale che, regione per regione, ne prevede l’accensione a partire da una data predeterminata.

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L’ondata di freddo che è arrivata negli ultimi giorni ha riproposto il problema dei termosifoni nelle scuole e nei locali pubblici in genere. L’accensione del riscaldamento è regolata da una legge nazionale che, regione per regione, ne prevede l’accensione a partire da una data predeterminata. In Puglia, così come tutte le altre regioni italiane, l’accensione è prevista a seconda delle zone in cui il paese è stato inserito.

Per ciò che riguarda Ruvo di Puglia, la città è inserita nella “zona D” che prevede l’accensione dal 1 novembre e lo spegnimento il 15 aprile, per una durata giornaliera che non dovrebbe superare le 12 ore. Naturalmente tutto questo può essere annullato dalle “ordinanze sindacali” che l’amministrazione comunale, attraverso il Sindaco, può emanare per variare, a secondo delle necessità, l’accensione del riscaldamento e la sua durata. In teoria questa norma dovrebbe valere per tutti gli impianti, sia privati che pubblici, ma con la maggior parte degli impianti termici autonomi, nelle abitazioni private ognuno agisce come vuole. Quindi a Ruvo dalla prossima settimana, le scuole e gli altri uffici pubblici sono autorizzati all’accensione del riscaldamento, non prima che i tecnici facciano la consueta e programmata “prova d’accensione”, in modo da intervenire preventivamente per sistemare eventuali disfunzioni ed assicurare a tutte le scuole la regolare accensione dei termosifoni.

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