Il Festival Talos e i giovani: l’anno dei Volontari!

Alessandra Brucoli

Ragazzi che gratuitamente hanno messo a disposizione il loro tempo per un evento culturale di grande risonanza, di un progetto rinato dopo otto anni per tornare a ricoprire un ruolo stabile e permanente nel panorama culturale del paese.

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Cambi pure opinione chi è convinto che la parola ‘volontariato’ si riferisca solo ed esclusivamente ad un’opera prestata gratuitamente a beneficio di terzi, generalmente soggetti svantaggiati.

Ho avuto infatti la possibilità di diventare un’inusuale volontaria: la volontaria per la cultura!
Settembre 2012 è stato per Ruvo di Puglia un mese particolare, un mese atteso sin dal periodo delle ultime elezioni comunali, un mese in cui il paese ha conosciuto un nuovo turismo.
Il motivo?! Facile…il ritorno del tanto atteso “Festival Talos”!

Sin dalla sua prima edizione, il Festival ha rappresentato un alto momento di cultura, aggregazione, informazione, nonché espressione del genio e del talento cittadino, nazionale e internazionale in campo musicale. Si tratta di uno spazio, dedicato principalmente alla musica jazz in tutte le sue espressioni possibili, che ospita artisti di fama internazionale, ma che conserva comunque radici con il territorio in cui si svolge.

Quest’anno il “Festival Talos” è stato dedicato alle bande, a voler sottolineare la longeva tradizione musicale, nonché bandistica, del paese conosciuto per l’omonimo Vaso, e perché come più volte lo storico direttore artistico, Pino Minafra, ha ripetuto, citando il Maestro Riccardo Muti, “chi sa stare in banda sa stare nella società”. “Bande: la melodia, la ricerca, la follia” è stato lo slogan scelto per l’occasione. La banda, infatti, oltre a secolare patrimonio del Sud, diventa mezzo attraverso cui sperimentare nuove melodie e nuovi linguaggi.

La novità dell’edizione 2012 è stata la presenza in campo organizzativo dei “Volontari del Talos”, ragazzi che gratuitamente, e appunto volontariamente, hanno messo a disposizione il loro tempo per la buona riuscita di un evento culturale di grande risonanza, di un progetto rinato dopo otto anni per tornare a ricoprire un ruolo stabile e permanente nel panorama culturale del paese.

I volontari hanno affiancato i musicisti e gli osservatori ospiti per tutta la durata del festival, costituendo la ‘componente umana’ di un gigantesco motore produttivo di cultura: in dieci giorni ben venti concerti e quattrocento musicisti, masterclasses, mostre, cinque produzioni originali e un grande evento musicale…il tutto minuziosamente coordinato dal direttore artistico in stretta sinergia con i volontari…spostamenti per cene, prove, concerti, pernottamenti e visite guidate, ritmi serrati, orari ben precisi da rispettare, giornate piene…

Fondamentale è stato anche il senso appartenenza al gruppo che si è sviluppato man mano, con il passare dei giorni e delle indispensabili riunioni di coordinamento, il mutuo e spontaneo aiuto, la dedizione e la sensibilità con cui ciascuno ha affrontato il proprio compito, grande o piccolo che sia stato, seppur necessario!

Da Volontaria rivolgo il mio sentito GRAZIE a Pino e Livio Minafra, Pasquale De Palo e Margherita Porfido, per avermi dato la possibilità di contribuire a tale evento. Ringrazio ciascuno degli altri volontari con cui ho vissuto questa esperienza, Paolo Paparella, Giuseppe Magrone, Mimma Di Vittorio, Tamara Carlucci, Vincenzo Stragapede, Gigi Di Zanni, Michele Rubini, e tutti coloro che hanno reso possibile la realizzazione di ciascuno dei concerti in programma. Un particolare ringraziamento lo rivolgo allo staff dell’Hotel Pineta e ai ventimila spettatori che nei dieci giorni della ‘maratona Talos’ hanno affollato le piazze del paese, permettendo al “Festival Talos” di spiccare il volo!
Porgendovi il mio arrivederci al prossimo anno, vi lascio con una citazione:

“When you live a Festival, you know people who follow you, without speaking, without sharing with you their life…it’s ok…that’s life…they are simply taxi-drivers! But if you find people who make for you what you made for us, with love, sensibility, friendship…it’s a blessing!” [Keith & Julie Tippetts]

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