Il dibattito sul Codice Etico offre a Ruvo tutti e sei i suoi candidati

Elio Tedone

Correttezza etica della campagna elettorale è stato il tema centrale dell’incontro tra i sei candidati sindaci protagonisti dell’incontro organizzato dall’Associazione cattolica italiana

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Sei facce per una poltrona. Il pretesto per vedere insieme tutti i candidati sindaco è stato un incontro organizzato dall’Azione cattolica italiana nel salone della parrocchia Sacra Famiglia.

Tema centrale,il Codice europeo di comportamento elaborato dal Congresso dei Poteri Locali e Regionali del Consiglio d’Europa per gli eletti locali e regionali. Un insieme di principi etici con cui si troveranno a fare i conti anche le personalità politiche che si apprestano a concorrere per le prossime Amministrative. Un codice non obbligatorio, ovviamente, ma che tutti e sei i candidati presenti hanno affermato di voler sposare. Salvatore Bonadies, Roberto D’Ingeo, Saverio Fatone, Antonello Paparella, Francesco Paparella e Michele Stragapede: fra questi ci sarà il nuovo Sindaco di Ruvo.

L’idea di darli tutti insieme in pasto alla cittadinanza affamata di risposte è innovativa per questo paese, ma rende il dibattito difficile da indirizzare e da controllare. Dopo le presentazioni di rito e i partiti che ognuno rappresenta, si è passati subito in medias res, codice alla mano, per discutere della condotta da tenere in campagna elettorale.

Parte subito forte Francesco Paparella, che dice di essere d’accordo sul Codice. Un Codice che fra gli altri punti ha anche quello in cui ci si astiene dal diffamare l’avversario politico. Detto questo, poi, il candidato del Movimento Sociale, passa però gran parte dei suoi interventi a denigrare il lavoro della precedente Amministrazione. Fra denuncia di “aggressioni subite”, gesta eroiche compiute per la cittadinanza e richieste di una “politica di servizio”, Paparella segue il tema della serata e non parla molto del suo programma. Due facciate in cui, fra le altre cose, si parla della valorizzazione di reperti archeologici attraverso il recupero di Palazzo Jatta.
 
Nemmeno Michele Stragapede, a dire il vero, entrerà molto in merito al programma. Il candidato del centrosinistra mostra il documento già firmato a febbraio da tutti i suoi alleati, che sottoscrivono la validità e l’opportunità del Codice etico. L’ingegnere, consigliere comunale dal 1990, si sofferma sulle ultime due Giunte cadute, secondo lui, proprio per mancanza di valori etici da entrambe le parti.

Protagonista dell’ultima Giunta è stato l’ex sindaco Saverio Fatone (trasferitosi nel centrosinistra, insieme ad Udeur, Italia dei valori, Psdi, Primavera in movimento e alla lista civica Fatone per Ruvo), che nei suoi interventi mira proprio a sottolineare la necessità che Ruvo ha di questi valori all’interno del contesto politico. “Punterò sulle pari opportunità e sull’eticità – dice – per una Ruvo possibile”, così come indica il suo slogan.

Quindi è il turno di Roberto D’Ingeo, candidato con la “Rinascita ruvese”. “La mia è l’unica vera lista civica – sottolinea l’odontotecnico – che non ha bisogno di schierarsi politicamente, ma che lavorerà solo per lo sviluppo di questa città”.

Nelle prossime elezioni a Ruvo scenderanno in campo due simboli mai approdati in città finora. Stiamo parlando di Azione Sociale, il partito di Alessandra Mussolini, e del Movimento per le Autonomie. A rappresentarli sarà l’avvocato Salvatore Bonadies, che si definisce da sempre un cattolico liberale e che chiede ancora risposte in merito alla caduta della Giunta Fatone. L’ex membro di Forza Italia ritiene la sua candidatura necessaria per invitare la gente e le istituzioni cittadine a tornare a parlare di politica. “Staremo a stretto contatto con la gente e daremo loro le risposte che chiedono e che dagli altri non hanno mai ricevuto”.

Ultimo nell’ordine di presentazione, ma fra i primi come verve politica Antonello Paparella, che esordisce subito con un concetto chiaro, che secondo lui è stato sempre alla base della sua attività politica e professionale. “Ho due pregi – confida il candidato sindaco del centrodestra – sono una persona concreta e un buon organizzatore. Credo che a Ruvo si siano già dette troppe chiacchiere negli ultimi anni e adesso la gente voglia solo fatti. La mia candidatura e la campagna elettorale stanno dimostrando il mio radicamento sul territorio e la mia predisposizione ad ascoltare i bisogni dei cittadini”.
Antonello Paparella risponde poi, con dati e programma alla mano, all’intervento di due agricoltori che illustrano la drammatica situazione del settore primario a Ruvo. La risposta del candidato sindaco è diretta e precisa, tanto da scatenare un applauso spontaneo da parte della platea. Uno dei pochi segni di apprezzamento in una serata che ha visto gli elettori ruvesi spettatori distaccati e attenti del dibattito.

Volano via velocissime le due ore e mezza abbondanti attraverso cui l’incontro si sviluppa. Segno della fame di risposte e di confronto che la cittadinanza ruvese chiede ai suoi prossimi candidati. Confronti, magari monotematici, che ci si augura possano continuare per tutta la durata di questa campagna elettorale.

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