«Il destino della Cantina Crifo è appeso ad un filo»

La Redazione

Roberto Pellegrini chiede un'assemblea straordinaria per approvare «importantissime decisioni utili al salvataggio dell'azienda».

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Un’assemblea straordinaria alla Cantina Crifo per “salvare l’azienda”. È quanto chiede uno dei soci, Roberto Pellegrini, con una iniziativa che vuole scongiurare “conseguenze disastrose per l’economia ruvese”. Pellegrini ha anche aperto una pagina facebook sull’argomento (https://www.facebook.com/events/481592998576997/). Di seguito la nota che riceviamo e pubblichiamo.

Sono Roberto Pellegrini, Presidente di Azione e Rinnovamento e Candidato alla guida della Cantina Crifo di Ruvo, il cui destino è appeso ad un filo.
Sottolineo che sono altresì Socio, Delegato dalla mia famiglia che rappresento.
La vicenda merita l’attenzione dei media, stante la drammaticità della situazione per questioni industriali, finanziarie, commerciali e progettuali.
Laddove si dovessero verificare infausti, ovvero il perdurare dei mancati conferimenti dei Soci nella prossima vendemmia, c’è la concreta possibilità che la situazione degeneri, con conseguenza disastrose per l’economia ruvese.

Nell’Assemblea Straordinaria del 28 febbraio 2013 sono intervenuto con un lungo discorso, condiviso quasi all’unanimità dei circa 900 Soci.
Stiamo raccogliendo le firme di almeno un quinto dei Soci, in modo che la Crifo convochi assemblea straordinaria in cui dovranno essere approvate importantissime decisioni utili al salvataggio dell’azienda.
In quella, imminente, assemblea straordinaria illustrerò il mio progetto e chiederò ai Soci di approvarlo in maggioranza, nell’interesse degli stessi Soci e della Crifo che, purtroppo, si ostina a trincerarsi come se nulla fosse.
Ma così non è: la situazione è vicinissima al default e centinaia di altri Soci hanno ufficializzato il recesso da Agosto 2012 ad oggi.

Vi prego con gentilezza di pubblicare quanto detto e diffonderlo al pubblico, anche per sensibilizzare i Soci della Crifo non residenti a Ruvo.
Grazie per la sensibilità.
Cordialmente, Roberto Pellegrini
https://www.facebook.com/events/481592998576997/

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Commenti

  • angelo di pierro (utente non verificato)

    anche la Crifo ti vuoi vendere

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    @Vincenzo Gadaleta: si è arrivati a questo punto perchè gli amministratori sono stati oggettivamente superficiali, sprovveduti, arroganti, ignorando le urla dei Soci che ne chiedevano le dimissioni. Forse perchè non degnamente rappresentati da qualcuno. Lo si è riscontrato ampiamente nell’assemblea straordinaria del 28 Febbraio, quando hanno apprezzato il mio deciso intervento a loro sostegno. Penso anche che forse si voleva proprio arrivare a questo punto, ma hanno fatto i conti senza l’oste: d’altronde hanno amministrato senza correre ai ripari, osservando con insano compiacimento persino il crollo dei conferimenti, non ponendo in essere alcuna azione mirata a riconquistare la Fiducia dei soci. Gatta ci cova…

  • Dario Lamacchia (utente non verificato)

    Ma io vorrei capire una cosa Sig. Pellegrini, ma Lei fino ad ora dov’era?!?!?!? Ha aspettato 44 anni per farsi avanti, che andasse via il vecchio presidente?!?!?!? Lei vuole solo cavalcare l’onda!!!!

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    @Dario Lamacchia: ecco un altro tifoso sostenitore del fallimento ! Vorrei dire a tutti i fans della fallimentare gestione Crifo che se vi ostinate a combattere me evidentemente non volete che la Crifo si salvi. La situazione è esplosiva e voi non potete – egoisticamente e scioccamente – pensare a difendere chi oggi ne trae vantaggio. Gli unici a perderci sono i Soci, i quali però sono la maggioranza ed hanno il diritto legale di decidere – loro si – cosa e come fare. Nè lei, dunque, nè i difensori del nulla. Intanto io ho 51 anni e non 44. Il vecchio presidente si è dimesso anche eprchè da me sollecitato a farlo, assieme al CdA. E’ solo da Dicembre che seguo la Crifo, visto che purtroppo mio Padre ci ha lasciati nel 2012. Sia più corretto !

  • vincenzo gadaleta (utente non verificato)

    come al solito si arriva a pettegolezzi che non portano a nulla. comunque mi risulta che negli scorsi anni, quando qualcuno ha cercato con insistenza l’appoggio di soci per poter intervenire e costituire nuovi organismi sociali, è sato lasciato miseramente solo anzi, da quanto riferitomi, è stato schernito per la sua presa di posizione. Ecco perchè ribadisco che gran parte della colpa è da addebitarsi ai soci che hanno fatto svanire, con questo comportamento, ogni possibilità di chiarezza e riscatto nei confronti di chi probabilmente in quel momento amministrava diversamente la cantina. L’unica opportunità è quella di un cambio di rotta e considerare anche, viste le due realtà ricettive, il poter conferire uva da tavola destinata alla produzione di mosto per succhi di frutta. Avete notato che giro d’affari ruota intorno a questa produzione? il mio augurio è che si smetta con la polemica sterile e si passi alla concretezza dei fatti.

  • Dario Lamacchia (utente non verificato)

    Io sono corretto, lei non è corretto che parla di “fallimento”, si ricordi che è facile puntare il dito, ma lei con questa intervista che ho letto si crede di essere il Leader ed avere tutte le soluzioni alla mano dopo solo 4 mesi che ha iniziato a seguire la cantina. Quando c’è gente che conferisce, che fa parte della cantina e che convive con la cantina da anni e magari conosce le dinamiche della cantina stessa. Come mai tutto questo interesse per la cantina proprio ora che è andato via il vecchio presidente, nel 2011 2010 2009 2008….a combattere insieme agli altri Soci Lei dov’era? Io non capisco.

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    @Gadaleta: meglio tardi che mai! L’Amico a cui allude ha la mia stima, comprendo quando dice che “è colpa dei Soci che non si sono organizzati” ma forse avevano bisogno della persona giusta, intendendo tale una persona che possa impegnarsi completamente ed in prima persona. La strategia industriale, come quelle commerciali ed interne, vanno cambiate, in meglio ! @Lamacchia: non ho detto che la crifo è fallita, ma che hanno fallito i precedenti amministratori è un dato di fatto. Se io ho delle competenze, per lei è un problema? Le ho detto che se ne occupava mio Padre! Non sono un neofita: sono consulente commerciale di una cantina privata dal 2009 ( nata nel 2003): ricavi superiori alla Crifo con un quinto del personale. Basta?

  • Michele Barile (utente non verificato)

    1/2 Sono un socio della Crifo da oltre 40 anni e con orgoglio ho sempre conferito e partecipato attivamente a tutte le assemblee. Dopo le incomprensioni sorte nell’ultimo periodo, si è sentito il bisogno, con razionalità, di dare un cambio a buona parte del C.d.A, in comune accordo e come da STATUTO dando la scelta all’organo sovrano. L’assemblea, con coscienza e responsabilità, ha scelto SOCI capaci e preparati sia nel settore cooperativistico che in quello enologico, come nuovi amministratori.

  • Michele Barile (utente non verificato)

    2/2 Agli amministratori dimissionari, sento di fare, comunque, un personale ringraziamento, per l’operato, per aver lasciato un’azienda sana, senza debiti (come a volte si sussurra) e con un nuovo immobile ( COLAIANI ), che va considerato e logicamente onorato. Un sentito ringraziamento va SOPRATTUTTO al nuovo C.d.A per l’impegno assunto, in un momento critico, come quello attuale, con l’auspicio che possano operare con serenità.
    Ai soci responsabili dico, prendendo spunto dalla locandina di Roberto Pellegrini, “restiamo uniti”, no per……………………….., ma per la crescita dell’azienda Crifo, un marchio da non perdere, ma da valorizzare. Solo così noi soci possiamo sentirci dignitosamente e moralmente soddisfatti.

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    Egregio Michele Barile, la sua è una provocazione persino imbarazzante, visto che Lei smentisce i dati ufficiali del Bilancio. Certo che ci vuole un bel coraggio ! La sua dichiarazione è la prova provata che “alcuni” vogliono artificiosamente nascondere la nuda e cruda verità: come può affermare che ” la Crifo è senza debiti” ??? Il Bilancio indica quasi nove milioni di debiti…a fronte di otto milioni di ricavi ! E’ noto a tutti noi Soci che l’approvazione del Bilancio avviene “per alzata di mano” ed in pochi minuti: trattasi di un ricatto sia perchè il Bilancio viene consegnato durante l’assemblea, sia perchè senza l’approvazione non si procede a liquidazione dei Crediti dei Soci delle Uve conferite 15 mesi prima… E’ ora di smetterla con queste sviolinate ai vecchi CdA, unici responsabili della drammatica situazione attuale in cui ANCHE LEI è chiamato a maggiore responsabilità. Proprio per non “perdere il Marchio”…

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    Non trovo corretto che venga censurata la mia educata risposta alle volgarità da querela di ” conferente fedele” e “alex di candia”, quindi prego Ruvolive di essere corretta. Il mio CV è sin troppo valido, a differenza di chi senza uno straccio di professionalità e competenze ha gestito sino ad oggi. Chi mi attacca è solo perchè vorrebbe difendere l’operato di chi ha sbagliato, impoverendo i Soci: la Cooperativa è dei Soci, non di “alcuni” . Le mie idee sono sane e possono solo fare il Bene dei Soci e della Crifo, magari daranno fastidio a chi non potrà più fare quel che gli pare, ma la festa è finita. La politica non c’entra nulla, qui si parla di tutelare l’Economia dei Soci e dei Produttori di Uve. I Soci – o delegati – non devono chiedere permesso…

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    Il mio progetto – triennale – prevede drastiche riorganizzazioni del Personale, nuova impostazione industriale, riassetto commerciale, evoluzione del marketing, ottimizzazione delle strutture, nuove modalità di liquidazione dei conferimenti Uve. Sanzionare? gli unici a dover essere sanzionati sono gli Amministratori che hanno portato l’Azienda ad un passo dal baratro. I Soci che si ostinano a difenderne l’operato, chiudendosi a riccio nelle loro posizioni comode, mentono sapendo di mentire. Continuando nel disegno di impoverimento aziendale, sottraendo ricchezza ai Soci che, in verità, hanno già sfiduciato la Crifo con i conferimenti Uve del 2012: il 70% in meno di pochi anni fà. Servono le firme per indire l’Assemblea, o è la fine.

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    Ribadisco che sono figlio di Socio, per cui parlo con cognizione di causa…e di Socio. Qualcuno scherza e sottovaluta la questione, ormai vicina al collasso, pensando di difendere squallidi interessi personali – di varia natura – piuttosto che l’Azienda e l’interesse dei Soci: il mio piano – triennale – mira a salvaguardare Soci e Cantina e lo illustrerò nei dettagli dell’Assemblea Straordinaria, non appena raggiunte le firme necessarie di un quinto dei Soci. Il fatto che il CdA della Crifo non provveda a convocarla d’urgenza, è ulteriore prova che il CdA ritiene con presunzione di poter fare da sè, non rendendosi conto che meglio farebbero a riconoscere ciò che è giusto fare. Intanto i CdA rispondono legalmente del loro operato: non è un gioco !

  • conferente fedele (utente non verificato)

    Roberto Pellegrini, smettila di fantasticare e parla solo quando entri a far parte della cooperativa Crifo. Non usare questo nome per le tue folli idee. Se vuoi sfondare in politica con il tuo piccolo partito politico inventati delle idee personali e ringrazia gli amministratori per il loro impegno costante.

  • damiano campanale (utente non verificato)

    HAI VOLUTO LA BICICLETTA, ED ORA PEDALA. INIZIATE A PRODURRE VINO DI QUALITA’ E VEDETE COME LA CANTINA DECOLLA. VOI PENSATE SOLO A RISPARMIARE E A VENDERE IN QUANTITA’. IL VINO SFUSO E’ INSIPIDO. PROVATE AD ASSAGGIARE IL VINO DELLE PICCOLE CANTINE TIPO MAZZONE E ANCHE BELLUOGO. NON C’E’ PARAGONE. CARO PELLEGRINI, ORA I PROBLEMI SONO SOLO TUOI O VOSTRI…. LA CRISI E’ NAZIONALE, ANZI MONDIALE. LE AZIENDE CHIUDONO, I LICENZIAMENTI SONO IN AUMENTO. DI CONSEGUENZA, NON SIETE NE’ I PRIMI NE’ GLI ULTIMI. QUINDI SE CE’ DA PERDERE, FATE PRIMA A CHIUDERLA. CORDIALITA’ E IN BOCCA AL LUPO…..

  • Alex di Candia (utente non verificato)

    Ma chi ti credi di essere?????? Perchè non pubblicizzi il tuo curriculum vitae ??!! …….. Così vediamo cosa hai ” combinato ” finora ?????

  • una ruvese (utente non verificato)

    Ma vi rendete conto tutti quanti che realtà è la cantina di Ruvo? Forse stiamo sottovalutando che è un punto d’unione tra viticoltori di tutta la provincia di Bari e oltre. Ce ne sono alcuni che vengono da molto lontano, e adesso chi la sta affondando? Gli stessi soci che hanno chiesto di aprire una nuova e più grande cantina. E cosa succederà quando anche le piccole cantine di ruvo che vi hanno pagato l’uva al momento vi diranno di attendere un anno per incassare il vostro compenso? Vi mangerete le mani perchè non potrete più tornare indietro. Intanto adesso pagate la sanzione per ogni quintale conferito alle altre cantine private!

  • domenico refreda (utente non verificato)

    che pena vedere l’orgoglio della città affondare impietosamente. quello che mi chiedo e che vorrei chiedere ai soci, avete mai sentito parlare di cose che si chiamano “Piano industriale”, “Marketing del prodotto”, “Controllo della qualità” o pensate che il vino sia solo un derivato dell’uva?

  • fantastico consiglio (utente non verificato)

    competenza…….nel cosiglio si stà chiedendo ….non solo competenze agricole perchè non capite è così facile…..altrimenti la cantina è solo dei volponi stipendiati e affamati……….ognuno fà il suo lavoro è si forma una torta fatta a fette tutte buone da poterci catapultare nel futuro della viticoltura……

  • vincenzo gadaleta (utente non verificato)

    non coinvolto per evitare ulteriori incidenti di percorso e disaffezioni da parte dei soci sarebbe opportuno affidare la gestione “straordinaria” della cantina a gente che sappia attuare strategie amministrative e di mercato che portino realmente a risultati efficaci per il bene comune. E’ un grosso peccato perdere una così importate realtà locale che ha subito i risultati di scelte gestionali non proprio adeguate che ultimamente hanno prodotto solo danni. I personalismi nella gestione delle cose comuni devono restare fuori!!!!!!!! okkio soci nelle mani di chi mettete il vostro futuro e quello della cantina.

  • CECILIA DI FRANCO (utente non verificato)

    Ma lo sapevate che sono già tre anni che la Cantina Grifo paga l’uva ai suoi soci TRE VOLTE MENO del mercato? Quante volte i soci devono pagare la cattiva gestione dell’amministrazione? Fatta di tantissimi impiegati e operai, e viaggi all’estero, e via di seguito. Hai voglia ad incantare l’assemblea di belle parole e di buoni propositi per tenersi buoni i soci. E’ il prezzo, cioè quanto dai di “premio” ai tuoi soci la vera colla della cantina. Appena i soci si sono resi conto che la loro cantina li derubava di due terzi del loro sudore….sono scappati! Penso sia inutile piangere sul latte versato. Bisognava coccolare i soci con il prezzo, e non con le buone parole!

  • vincenzo gadaleta (utente non verificato)

    verissimo quanto afferma la sig.ra Di Franco circa le liquidazioni però le domande che ci dobbiamo porre sono: perchè si è arrivati ad un punto tale da rendere incerta la sopravvivenza della struttura? Per colpa di chi si è arrivati a tanto? Comunque una gran parte l’hanno giocata i soci che spesso sono stati succubi di altrui volontà. La cosa andava affrontata in modo più risoluto sicuramente un po’ di anni fa’ quando il problema era sicuramente di diversa entità. E’ comunque onesto e necessario ribadire che negli anni, escludendo gli ultmi, la cantina ha svolto un ruolo determinante per i soci che diversamente non avrebbero saputo come e dove collocare la propria produzione. comunque ribadisco sempre che si ha la necessità di affidare la gestione a persone competenti, capaci e non coinvolte emotivamente.

  • Roberto Pellegrini (utente non verificato)

    Prima di parlare di numeri, è bene che i Soci che difendono chi ha sbagliato ( CdA ) si rivolgano a commercialisti ed avvocati “non di parte”: vedranno che il giudizio sincero è tale da non far dormire sonni tranquilli ai Soci e…neanche ai CdA. Io non discuto le capacità eno-agricole del nuovo CdA, tutt’altro: chi è esperto è bene che sieda in apposita Commissione Tecnica e dia il proprio contributo alla causa comune. Che poi lo Statuto – sbagliando grossolanamente – addossi agli esperti eno-agricoltori la responsabilità di una gestione aziendale ( con tutte le conseguenze penali del caso) così complessa quale quella della Crifo beh, è veramente assurdo ed ingiusto nei confronti dello stesso CdA. Sono ben altre le Competenze necessarie alla sopravvivenza della Crifo. Nessuno si senta escluso, ma la situazione è ben altra! Chi la nasconde, o tenta di farlo goffamente, se ne assumerà le responsabilità.