Il Comune di Ruvo celebra il Giorno del Ricordo

Presentato un ordine del giorno dei consiglieri comunali della Casa delle Libertà. Le manifestazioni.
«Questo Consiglio comunale ha il dovere morale di aprire un’ampia riflessione su tali accanimenti, nell’intento unanime di tutti i consiglieri di tutte le forze politiche rappresentate di non dimenticare tutte le vittime degli olocausti a prescindere dai regimi e dai totalitarismi che li hanno cagionati». Con queste parole si conclude l’ordine del giorno presentato dai consiglieri comunali Antonello Paparella, Francesco Catalano, Michele Ruta, Matteo Paparella e Giuseppe Testini. I consiglieri comunali appartenenti alla Casa delle Libertà hanno presentato l’ordine del giorno affinché questo giorno sia solennemente ricordato.
Fu istituito con la legge n. 92 del 30 marzo 2004 per “il giorno del ricordo” in memoria delle Foibe dell’esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine italiano orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti infoibati. La legge citata come quella per il “giorno della memoria” è considerata solennità civile. E quando le date cadono in giornate feriali non costituiscono giornate di vacanza, tuttavia devono essere ricordate. Per decenni i fatti che accaddero a Trieste, nell’Istria e nella Dalmazia dopo la fine della seconda guerra mondiale, sono stati più volte dimenticati dagli storici determinando una incredibile quanto assurda discriminazione con le vittime provocate dalla shoà e dai lager nazisti.
Infatti alla fine della seconda guerra mondiale mentre tutta l’Italia, grazie all’esercito anglo-americano veniva liberata dall’occupazione nazista, a Trieste e nell’Istria (sino ad allora territorio italiano) si è vissuto l’inizio di una tragedia: la “liberazione” avvenne ad opera dell’esercito comuinista jugoslavo agli ordini del maresciallo Tito. 350.000 italiani abitanti dell’Istria, di Fiume e della Dalmazia dovettero scappare ed abbandonare la loro terra, le case, il lavoro, gli amici e gli affetti incalzati dalle bande armate jugoslave. Decine di migliaia furono uccisi nelle Foibe o nei camppi di concentramento titini. La loro colpa era di essere italiani e di non voler cadere sotto un regime comunista. Trieste, dopo aver subito più di un mese di occupazione jugoslava -ancora oggi ricordati come i 40 gironi del terrore– visse per 9 anni sotto il controllo di un governo militare alleato (americano e inglese), in attesa che le diplomazie decidessero la sua sorte. Solo nell’ottobre del ’54 l’Italia prese il pieno controlllo di Trieste, lasciando l’Istria all’amministraizone jugoslava. Poi nel 1975, con il trattato di Osimo l’Italia rinunciò definitivamente e senza alcuna contropartita ad ogni pretesa su parte dell’Istria, terra italiana da quando era provincia dell’Impero Romano.
Il 10 febbraio è il giorno che l’Italia dedica alla memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle Foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati.
Il comune di Ruvo di Puglia, Assessorato alla Cultura e Pubblica Istruzione, come già fatto per il giorno della memoria ha organizzato una serie di incontri nelle scuole di ogni ordine e grado (per fortuna questa volta non di domenica), dove sarà affrontato l’argomento. Consigliamo per il futuro di informare i cittadini su tali ricordi attraverso pubblici manifesti listati con il tricolore, nei quali si spieghi le ragioni degli eventi e delle motivazioni delle giornate della memoria e del ricordo. Azione Giovani con una lettera alle scuole si è resa disponibile ad offrire materiali e informazioni a tutti coloro che ne faranno richiesta.
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