Il commercio ha bisogno di una svolta

La Redazione

Orari poco flessibili delle attività commerciali non fanno “girare” l’economia del paese

2 commenta

La lamentela comune che arriva dai cittadini è che Ruvo sia una “città morta”, specie da un punto di vista commerciale.

Ciò che va inevitabilemte sottolineato è che, l’economia ruvese, non è più solo agricoltura, come era qualche anno fa.

Le evoluzioni ci sono state, le attività commerciali si sono diffuse a macchia d’olio. Tuttavia, manca la giusta disciplina che regoli questo innegabile fermento commerciale.

Ci vorrebbero, specie in questo periodo estivo in cui sono tanti i turisti che “approdano” nella Città del Talos,  una maggiore flessibilità negli orari di apertura delle attività commerciali,specie di quelle relative alla vendita di generi di prima necessità.

Dolo le 14, per esempio, i negozi son già chiusi, peggio ancora la situazione si fa grave, il giovedì quando non vi è nemmeno la chance della spesa pomeridiana: classico e assolutamente ragionevole, l’esodo delle famiglie verso gli ipermercati dei paesi limitrofi per gli approvvigionamenti settimanali.

Tutto ciò. ovviamente, a scapito dei piccoli esercizi commerciali di paese, le cui vendite risultano fortemente ridotte. Ed è proprio così  facendo, che, come si dice in gergo, “l’economia non gira”.

Nella campagna elettorale appena conclusasi, proprio in merito a questo problema, sono state avanzate delle proposte tese a far invertire questa tendenza, puntando all’obiettivo di migliorare la qualità della vita delle famiglie assicurando agli eventuali turisti, qualche negozio aperto.

Tra le proposte, per esempio, ci starebbe la possibilità di organizzare la chiusura infrasettimanale in due turni o di accorciare l’orario di chiusura pomeridiana. Meglio ancora, si potrebbero autorizzare vecchi immobili siti nel centro storico, già adibiti ad uso commerciale e artigianale.

Alla nuova Amministrazione, che già aveva considerato nel programma questa emergenza, non resta che sedersi ad un tavolo di concertazione con le associazioni di categoria, proponendo regolamenti comunali degli orari, che prevedano turnazioni per la vendita dei generi di prima necessità.

Tutto ciò sempre e solo con l’obiettivo di favorire i cittadini, nonchè maggiori entrate per i commercianti.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!