Il cittadino modello e la presidenza di seggio

Elena Albanese

Pur residente da anni in un altro Comune, il suo nominativo è stato estratto per ricoprire il ruolo. È stato lui stesso a far notare l'errore e a tirarsi indietro

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Ogni anno, solitamente nel mese di ottobre, i Comuni, quello di Ruvo compreso, chiedono ai cittadini interessati di indicare, tramite apposito modulo, la loro disponibilità a ricoprire la carica di presidente di seggio per eventuali tornate elettorali. Per aggiornare le liste, dicono. Ma evidentemente questo aggiornamento non avviene molto frequentemente, se tra i designati dalla corte d’Appello di Bari per le imminenti Amministrative, ed estratti dalle liste inviate appunto dai Comuni, c’è almeno una persona trasferita da tempo ormai in un’altra città, seppur molto vicina alla nostra.

La residenza nel paese in cui si andrà a svolgere il servizio è infatti un requisito imprescindibile. E il nostro cittadino modello lo sa, perché non nuovo all’esperienza. La famosa richiesta l’ha presentata «tantissimi anni fa», ci dice, «e ho fatto il presidente più volte a Ruvo; ma sono residente altrove (con relativa pratica burocratica correttamente espletata, ndr) da circa cinque anni». Per questo motivo è rimasto piuttosto sorpreso nel leggere il suo nome nell’elenco pubblicato sul sito istituzionale. Perché qui c’è l’altro inghippo: la pur paventata comunicazione ufficiale «a casa» non gli è mai arrivata, giunta probabilmente al vecchio indirizzo ruvese…

Tant’è che lui stesso si è premurato di recarsi nell’ufficio preposto per far notare l’errore, tirandosi indietro e rinunciando all’incarico, nel pieno rispetto delle regole, di cui per fortuna era a conoscenza. La cosa però si sarebbe dovuta risolvere a monte, se fossimo "nel migliore dei mondi possibili". Ma tant’è. Ciò che resta di questa storia, oltre alla conferma di una macchina amministrativa che stenta a stare al passo coi tempi, è l’onestà di chi non cerca di fare il furbo insinuandosi nelle falle del sistema. Se così non fosse stato, non sappiamo se e quando l’equivoco sarebbe venuto alla luce.

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