Il centrodestra “stringe” la mano al neo Sindaco

Elio Tedone

Un gesto di onestà e di sportività che ha fatto onore agli “sconfitti”

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Palazzo Avitaja ha il suo nuovo inquilino: si chiama Michele Stragapede e a spingerlo in sala consiliare ci sono ben 8.334 voti, quelli che hanno risolto il ballottaggio quasi con un plebiscito.

Poco meno del 60% dei 14.356 votanti (il 10% in meno rispetto al primo turno) ha scelto il programma e la campagna elettorale del centrosinistra e ha condannato quelli della coalizione avversa e del suo esponente Antonello Paparella (che chiude con 5.652 preferenze).

I due principali candidati si sono distanziati e contrapposti in tutto: nelle idee, nelle strategie, nel modo di porsi e di esporsi.

La compattezza con cui il centrosinistra si presentava alle elezioni è stata una marcia in più che l’avversario non ha saputo recuperare nemmeno a fronte di tanti sacrifici, di un duro lavoro e di una campagna elettorale dai toni accesissimi.

Ma Ruvo, tenendo fede alla sua più profonda identità, condanna Paparella, le spaccature interne al centrodestra e agli stessi partiti, le sedi distaccate e le alleanze forzate. Probabilmente va visto così questo risultato netto che non ammette repliche.

Un voto per Stragapede, dunque, ma un voto contro tutto ciò che ha reso turbolenta la situazione del centrodestra.

La campagna elettorale dei record e dei colpi di scena, dei sei candidati sindaco, dei 400 iscritti nelle liste, degli sms e delle battute fuori luogo, quella dei comunisti dell’ultima ora e dei “dossier proibiti”, ma rimasti incompresi dai più, o ancora quella delle botte e degli abbracci, si chiude senza altri clamori. O forse sì.

Vorremmo, infatti, che dopo tante infamie perpetrate da una parte e dall’altra, alla faccia del tanto amato Codice etico da tutti sottoscritto all’inizio della contesa, queste Amministrative restassero nella mente di tutti per l’ultimo gesto, quello che chiude la contesa.

La stretta di mano dello sconfitto Antonello Paparella, che raggiunge Strgapede dall’altra parte del corso e gli augura un sincero buon lavoro.

L’abbraccio con gli occhi lucidi di Michele Pellicani con Rino Basile, le parole di felicitazione di Giovanni Mazzone e Vito Ippedico agli avversari politici.

Gesti di un’onestà e di una sportività senza confini, sottolineati dagli applausi dei vincitori e che riavvicinano Ruvo alla politica dei valori, che da un po’ di tempo latita pericolosamente in questo paese.

Gesti che valgono almeno quanto la forbice del 20 % che proclama con tutti i meriti Michele Stragapede sindaco della città. Bravo Antonello, verrebbe da dire, sperando che da questa stretta si passi alla fattiva collaborazione politica.

L’impresa titanica di Paparella, quindi, non riesce, affonda minuto dopo minuto, voto dopo voto, nei quindici giorni che portano dal primo turno alla fine del ballottaggio.

Il centrodestra boccheggia, rischia di annegare, ma non tocca il fondo, di poco, di una stretta di mano, quella che a volte può servire per risalire, tirarsi su e vincere la corrente avversa.

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