Il Centro Storico, uno scrigno di tesori da tutelare

Le priorità sono tante, a partire da via Madonna con un lastrico stradale traballante senza parlare della tragica nota dolente del torrione medievale di via Rosario
Anche se, a partire dagli anni ’20, è stato costantemente attorniato da nuove abitazioni, il centro storico ruvese resta uno scrigno in cui sono gelosamente conservati tesori archeologici e paesaggistici che rappresentano un “continuum” tra storia passata e recente. Al contrario di altri centri limitrofi, specialmente marini, l’espansione urbanistica non ha relegato il nucleo antico a periferia abbandonata anzi lo ha reso più movimentato in quanto cerniera tra un quartiere e l’altro. A tutto questo si aggiunge che è rimasto un centro commerciale ancora attivo popolato da edifici storici con tante chiese, tra cui la cattedrale, e alcune vie (V. Veneto, De Gasperi, Cattedrale) che rappresentano la spina dorsale dalle quale si diramano altre arterie, anch’esse cariche di storia ma, ahimè, abbisognevoli di interventi conservativi. Se, oltre alle citate arterie, le vie Modesti, Schiavi, Rogliosa continuano ad essere espressioni della vita paesana anche per la loro vicinanza alle piazze Matteotti e Bovio, sedi di Municipio e museo Jatta, in tutte le altre occorrono interventi, in primis il rifacimento della pavimentazione con il reimpiego delle “chianghe”.
“Adottiamo una strada” potrebbe essere lo slogan che deve vedere attivo l’intervento dell’amministrazione comunale supportato anche da imprese private che potrebbero interessarsi dell’arredo urbano. Le priorità sono tante, a partire da via Madonna con un lastrico stradale traballante senza parlare della tragica nota dolente del torrione medievale di via Rosario, divenuto ormai perenne dimora di erbe selvatiche tra le fessure delle sue pietre. Un’adeguata illuminazione dell’arco ad esso adiacente inviterebbe cittadini e forestieri ad entrare in un angolo ignoto della città oltre ad indurre alcuni cittadini a non considerarlo una latrina. Se tanti privati stanno interessandosi al nucleo antico ruvese con aperture di B&B, ristoranti tipici e acquisto di prime abitazioni ebbene che anche l’ente pubblico intervenga tutelando, salvaguardando e pubblicizzando quel patrimonio culturale, considerato a torto minore, ricco di lapidi, stemmi, facce apotropaiche, epigrafi che ben descrivono l’evoluzione storica rubastina.
Commenti
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Noto con piacere quanto certi commenti siano indigesti. Vediamo come va oggi.
—–A quanto pare, nulla hanno potuto le facce apotropaiche contro quelle di bronzo.—–








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