Il caso delle mele ammaccate

La denuncia di un genitore a cui risponde l'amministratore unico della Ruvo Servizi, società che gestisce la mensa nelle scuole
Il caso
Ci è giunta ieri in redazione la segnalazione whatsapp di un papà che, inviandoci la foto che vedete, denunciava: «Tornando dal lavoro trovo queste due mele a casa… E’ la frutta che la Ruvo Servizi distribuisce nelle scuole…». L’immagine, pubblicata anche su facebook, è stata condivisa da altri genitori che hanno raccontato esperienze simili.
La difesa della Ruvo Servizi
Dalle accuse difende se stesso e i suoi collaboratori Claudio Montecristo, l’amministratore unico della società che gestisce le mense scolastiche cittadine. «Intanto ieri abbiamo consegnato mandarini in tutti i plessi, quindi non so quando è stata scattata quella foto», esordisce. Poi precisa: «La frutta andrebbe consumata a scuola, quando esce da lì io non ne sono più responsabile perchè potrebbe accaderle qualsiasi cosa». Tanto per dirne una, chi ha figli piccoli sa che gli zainetti dei bambini, dove spesso viene riposta, non sono proprio il luogo più adatto per tenere al sicuro qualcosa; spesso sballottati, strattonati, schiacciati o «usati come palloni». Ad avallare questa convinzione ci racconta che «una volta un genitore mi ha portato una pera ammaccata per lamentarsi; poi si è scoperto che era stata tenuta in cartella ben quattro giorni».
La filiera
Sulla corretta filiera che porta alla distribuzione dei pasti a scuola Montecristo non ha dubbi: «Ci rechiamo personalmente due volte a settimana al mercato di Molfetta. La frutta poi viene controllata due volte: la prima dal magazziniere che prepara le quantità da distribuire negli istituti, la seconda dagli operatori che ne lavano ogni singolo pezzo. Del loro operato sono certo».
Il contrattacco
Esaurita la difesa, l’amministratore passa all’attacco, auspicando un più stretto contatto con l’utenza. «Non a caso – dice -, da quest’anno i blocchetti dei buoni pasto si ritirano direttamente nella nostra sede. Noi non abbiamo nulla da nascondere, anzi… Ho sempre invitato i genitori a venire a vedere dove e come cuciniamo. Siamo in pieno centro, sotto la scuola San Giovanni Bosco. Non l’hanno mai fatto».
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