Idv: «Monetizzare le aree standard o offrire più spazi pubblici?»

La Redazione

«Da un'Amministrazione di centrosinistra ci aspettiamo che si preoccupi prima di tutto del bene collettivo, degli spazi pubblici, del verde, dei parcheggi, delle strutture per le persone»

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Il Consiglio comunale è chiamato nelle prossime ore ad approvare, tra le altre cose, una cosiddetta “monetizzazione di aree a standard”. Si tratta di offrire una soluzione diversa al costruttore che su una determinata area ha presentato il permesso di costruire. Il Comune, anzichè fargli cedere dei metri (volumetria) per costruire spazi e servizi pubblici, fa pagare all’impresa una somma di denaro e l’imprenditore può costruire per i metri che avrebbe invece dovuto cedere al pubblico. Una soluzione che incontra forti perplessità nell’Italia dei Valori di Ruvo, almeno per il progetto che si discuterà oggi nella sala consilare. Perplessità espresse dal responsabile cittadino Raffaele Pellegrini in un comunicato che riceviamo e di seguito pubblichiamo.

“Dicono alcuni che le cose che non si sanno non sono. Noi diciamo che le cose che potrebbero essere sono”

Con l’emanazione delle leggi eversive della feudalità,  provvedimenti legislativi attuati tra il 1806 e 1808, il nuovo Regno di Napoli, sotto l’influenza francese, volle abolire l’ultimo retaggio della feudalità nell’Europa occupata dai francesi.
Tale provvedimento rispondeva ad una effettiva esigenza di rinnovamento delle antiche strutture socio-politiche, anche per il mutato clima, benché non tutte le innovazione si rivelarono completamente positive.
A Ruvo, 38 famiglie si impadronirono di terreni agricoli demaniali pari 4.579,26 ettari a danno dei cittadini e delle università (nome dei comuni).
Dall’usurpazione dei beni demaniali perpetuata dai feudatari si passò a quella delle famiglie borghesi, già fittuarie dei Conti e dei Baroni.
Oggi l’attenzione è passata dai terreni agricoli a quelli edificabili.
La cupidigia è sempre la stessa.

E veniamo ad esaminare  alcuni punti all’ordine del giorno che occuperanno il Consiglio Comunale convocato per oggi.

Il volano dell’economia, secondo alcuni, è l’edilizia. E tutta l’attenzione è rivolta ai suoli che esprimono volumetrie edificabili.

Il nuovo Eldorado abbaglia e non permette di valutare altri aspetti che riguardano il vivere comune.
Ci sono, tuttavia,  delle domande  alle quali vanno date delle risposte serie, le risposte dovute a chi studia e a tutti i cittadini.

Parliamo della delibera sulla monetizzazione delle aree a D.M. che appare così tanto urgente da sembrare un affare di Stato, tanto urgente da essere presentata il giorno dopo in cui c’è stata  una accesa discussione sul punto con l’assessore regionale, una che di mestiere fa l’urbanista.

Equivoco, teatrino, sceneggiata (perché questo è ciò che si pensa del libero pensiero dissenziente)?

Se si tratta di fenomeni  e richieste marginali sul territorio comunale, perché è stata preparata con tanta urgenza da essere infarcita di errori grossolani ma, come dire, anche un po’ strani? E’ sbagliata  l’indicazione di tutte e due le leggi che giustificano l’adozione della delibera. Se neanche numero e data delle leggi che si invocano a fondamento della delibera è correttamente conosciuta, come si può pensare di potersi fidare del resto?

E, infatti, che necessità c’è di confermare il precedente regolamento? Perché la nuova delibera non è presentata quale mera integrazione?
E, per andare al merito,  cosa centrano le zone A, A2, le zone turistiche, eccetera?

E allora poniamo adesso una domanda che ieri ci è stato impedito di articolare: se tutti quelli che lo possono teoricamente fare presentano un progetto chiedendo il surplus di volumetria consentito dall’una e dall’altra legge, c’è una previsione di quanta carenza di aree pubbliche si profilerebbe?

Al di sotto dei 18 mq. ad abitante previsti dalla norma nazionale non si può andare. 

Ove fosse vero, ma non lo è, che Ruvo ha un surplus di aree destinate a servizi, non ritiene, un saggio amministratore, che vada fatta una ricognizione, valutata in consiglio comunale e, nel caso, espressa una nuova volontà politica che modifichi il precedente piano regolatore con una variante?
A nostro avviso, la relazione tra edilizia privata e spazi pubblici, la decide la politica. Non i tecnici.

Da una amministrazione di centro-sinistra noi ci aspettiamo e pretendiamo che, ponendo in essere tutto quanto necessario a valorizzare le esigenze dei singoli (più volumetrie, nel caso di specie) si preoccupi prima di tutto del bene collettivo, degli spazi pubblici, del verde, dei parcheggi, delle strutture per le persone e dia conto alla città, con precisione e puntualità, di queste scelte.

E veniamo al punto 9 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale convocato per oggi, 29/06/2012.

L’impresa Lovino Costruzioni Srl ha presentato un permesso di costruire per la realizzazione di un edificio residenziale con accesso da Via A. Moro e Via Estr. Scarlatti e ha chiesto di poter monetizzare le aree a standard. Per realizzare il massimo della volumetria che esprime il lotto edificabile, verserebbe la somma di Euro. 25.243,24, anziché cedere al Comune mq. 378,04 quali aree per “standard di quartiere” e aree per “parcheggi privati”. Il valore unitario per la monetizzazione è pari ad Euro 66,77 a mq., il suolo ricade nella zona B/4.

Senza addentrarci sul valore dei suoli e dei prezzi di un eventuale esproprio per sopperire alla mancanza di “aree a standard”, noi poniamo i seguenti quesiti alternativi a tutti i cittadini di Ruvo di Puglia:

1) volete che siano ceduti dalla Lovino Costruzioni Srl  al Comune mq. 378,04,  quali aree per “standard di quartiere” e aree per “parcheggi privati”?

oppure

2) volete che l’impresa Lovino Costruzioni srl realizzi il massimo della volumetria sul proprio lotto di proprietà (circa due appartamenti in più) versando al comune di Ruvo di Puglia la somma pari ad Euro 25.243,24?

Noi abbiamo sostenuto e sosterremo sempre, nei casi di specie, che le aree per “standard di quartiere” e aree per “parcheggi privati” devono essere cedute al Comune di Ruvo di Puglia.

Alcuni ritengono, invece, che ogni tentativo di ragionamento sia una fastidiosa perdita di tempo.

Non è cosi. Il pensiero unico appartiene ad un’altra storia.

Ruvo di Puglia lì 29/06/2012

IDV ITALIA DEI VALORI
Il Responsabile
(Raffaele Pellegrini)

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Commenti

  • Donato Cavallo (utente non verificato)

    Più spazi pubblici, più verde, meno cemento, più salute, miglior qualità della vita (anche a prezzo di qualche euro di meno in tasca). Stop al consumo di territorio!