I ruvesi sognatori da una grattata e via.

Grazia Ippedico

Uno spaccato della nostra società: i “gratta e vinci”.

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Le statistiche dicono che tutti almeno una volta nella vita l’abbiamo fatto.
Ci sono i numeri per parlare di dipendenza. C’è chi ne compra almeno uno al giorno. C’è chi afferma che non lo farebbe mai. C’è chi lo fa in gruppo, chi lo deve fare assolutamente da solo.

Ci circondano nella loro colpevole innocenza.
Sembrano innocui. E spesso se ne vedono i resti per le strade. Non stiamo parlando di droghe strane o alcolici favolosi. Parliamo di piccoli semplici colorati pezzetti di cartone, nei quali vengono racchiusi sogni e desideri di milioni di Italiani. Parliamo di un fatto di costume, di uno spaccato della nostra società: i “gratta e vinci”.
Gente china sul famoso pezzetto di carta che con frenesia gratta via con una monetina la patina argentata. C’è chi lo fa con calcolata razionalità, c’è chi tradisce ogni minima emozione.

Innocente passatempo o vera e propria mania? Qual è il target di persone più a rischio? E soprattutto quanto spendono i Ruvesi in “gratta e vinci”?
A Ruvo ci sono ben 16 Tabacchi, e tutti vendono “gratta e vinci”. C’è chi vende i biglietti anche presso i bar dei benzinai. La curiosità ci porta a fare una piccola inchiesta per capire quanto si spende nella lotteria istantanea, e come cambiano le cose nei vari quartieri del paese.

Nel centro storico i tabacchi sono più numerosi, e le vendite si aggirano dai 3.500 a picchi di 6.000 euro a settimana. Già sui Corsi le vendite aumentano, contando una media di 10.000 euro a settimana.
Nei tabacchi più isolati e con una rete di utenza maggiore le cifre spese a settimana si aggirano intorno ai 15-20 mila euro. Alcuni rivenditori ammettono che le cifre sono molto variabili rispetto ai periodi e che in agosto le vendite sono incrementate. Da un proprietario di Tabacchi ben disposto e incline a spiegarci i meccanismi del gioco, scopriamo che degli incassi il 25% rimane allo Stato, che il 50% viene spalmato sulle piccole vincite mentre il restante 25% viene accumulato per le vincite più ingenti (da 10.000 euro in su).

Davanti a queste cifre le possibilità di vincita appaiono ancora più blande. Eppure c’è un sacco di gente che compra i favolosi biglietti “gratta e vinci” sognando un’insperata vincita milionaria. Scopriamo che la maggior parte dei giocatori del centro, è di sesso femminile. La maggior parte dai 40 anni in su. “E sono di quelle che non hanno mai avuto vizi. C’è chi lo fa una volta tanto, ma c’è chi entra ed è capace di spendere cento euro nel giro di pochi minuti.”
Verso la periferia, non ci sono molte differenze di genere ma piuttosto d’età. Va da sé che un tabaccaio sito nei pressi di un bar frequentato da giovani avrà un target di giocatori giovani.
Inutile dire che in questo sport accontentarsi non è contemplato. Tutti puntano alla super vincita e non a caso i biglietti più venduti sono “Il Miliardario” da 5 e 10 euro.

Le speranze. 20.000 euro? No! Si punta a cifre da sogno. 100.000, 200.000 e perché non il Milione?
In cima ai desideri, neanche a dirlo, una casa. Seguita da un’auto, e da una vacanza da sogno. Pochi pensano al futuro dei propri figli. Quello della lotteria istantanea è un brivido che si consuma velocemente e che ha bisogno di sogni tangibili e veloci soddisfazioni. Tra una grattatina e un’altra a Ruvo vengono giocati 100.000 euro a settimana. Sicuramente c’è chi vince, ancor più sicuro è che c’è chi perde. Chissà forse la vera vittoria sarebbe non giocare affatto.

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Commenti

  • crimsonking (utente non verificato)

    in realtà il ruvese medio sogna di vincere per poi conservare il tutto in banca. e poi comprare casa. e poi sposarsi. e poi assicurarsi il loculo. è questo il ciclo di vita del ruvese medio.
    ci vorrebbe super-quark per studiarci.
    saluti

  • piy79 (utente non verificato)

    P=erchè varvicchio pensi che altrove sia diverso??? è questa Italia che fa riflettere.. far la velina o grattare: nell’era di Berlusconi e del berlusconismo è l’unico modo di fare soldi… e intanto lui pensa alla sua 15 villa.. Argentina stiamo arrivando…

  • VARVICCHIO (utente non verificato)

    Il boom del gioco d’azzardo è legato al periodo di crisi economica sia perché c’è più propensione a cercare soluzioni miracolistiche, sia come forma di investimento per il futuro.
    Certo la libertà individuale e sacrosanta, come è vero anche chi non risica non rosica, ma risicare con prudeza non fa mai male. Un paese che si riduce a tal punto però fà riflettere…che tristezza!

  • ROSYS (utente non verificato)

    sarebbe interessante chiedere ai commentatori cosa farebbero con una bella sommetta…al di là della casa, del macchinone…liberiamo i sogni! allora…con una bella cifra…un viaggio in Birmania!voi?e quanto sareste disposti a spendere pur di ottenere il biglietto vincente?

  • ruggine (utente non verificato)

    nell’articolo si parla di quanto a ruvo si spenda nel gioco d’azzardo e i commenti sono sempre su tutt’altro… che noia!!!

  • ruvopresente (utente non verificato)

    Che c’entra il problema comparti con la questione “Gratta e vinci”? Boh! E se da Ruvo Città Aperta” la manifestazione la denominassimo “Ruvo Cantiere Aperto”?Magari fosse qualche impresa edilizia a vincere cifre a sei zeri, almeno ora non avremmo più Cantieri sotto le pupille…

  • piy79 (utente non verificato)

    floyd ma tutto il dibattito sull’edilizia a Ruvo, sui comparti… lo segui? lo hai seguito? e poi tutto questo che caxxo c’entra col gratta e vinci (la dipendenza legalizzata del 2000)? parli per stereotipi e frasi fatte!

  • floyd (utente non verificato)

    giovane dottoressa, mi riverivo esclusivamente, ai costi eccessivi edilizi, che sono alle stelle, che nessuno se ne interessi, in primis il nostro COMUNE, IN VACANZA PERENNEMENTE.
    Purtroppo i ruvesi continuano ad emigrare come tanti anni fa.

  • giovanedottoressa (utente non verificato)

    floyd sei ubriaco!?

  • massimo_de_grado (utente non verificato)

    questo articolo è una marchetta che favoreggia il legale mercimonio della disperazione.

  • floyd (utente non verificato)

    bravo crimosonking la penso anch’io come te. A Ruvo il costo delle case possono anche arrivare alle stelle…..il buon ruvese non si ribbella mai……. ed i costruttori edilizi se la ridono e si gonfiano sempre di piu’….invece la nostra amministrazione dorme..dorme…sia di destra che di sinistra…Per fortuna i Ruvesi intelligenti, purtroppo, emigrano a Corato. ALLE URNE TOPOLINO SINDACO!!!!!!

  • giovanedottoressa (utente non verificato)

    Il vostro articolo e’ malformato.Tenta di costruire l’attivita’ delle donne ruvesi di mezz’eta’come vizio.La virtu’e i benefici attraverso le tasse e le vittorie non sono tenuti in considerazione nelle vostre parole. Per cui il vostro articolo non e’ bilanciato.Se voi faceste una siffatta costruzione delle spese sproporzionate per le marche in Alba, Graffiti,Edward, etc. trovereste che negli hobby di altra gente c’e’meno giustificazione e piu’ vizio.

  • MULAN (utente non verificato)

    …se poi buttassero il biglietto,ahimé,sfortunato nell’apposito cestino dei rifiuti, sarebbe fantastico! hei Crì,ma non ti starai troppo metropolizzando? 😉

  • VARVICCHIO (utente non verificato)

    Gent.mo piy79, condivido con Lei, il mio non era un discorso limitato a Ruvo di Puglia (infatti non ho mai menzionato quest’ultimo.) Ma esso rappresenta un analisi dal punto di vista macroscopico di uno spaccato emblematico del tessuto sociale italiano dei nostri tempi.