I reduci: un giallo del sentimento

Un argomento importante da trattare, in un tempo che produce memorie sempre più capienti e così poca felicità.
Stasera e domani sera alle 20.30 andrà in scena Reduci, presso il teatro comunale, ex polivalente. In Tournè dall’estate 2008, giunge finalmente a Ruvo.
IIn casa di un medico arrivano ospiti due suoi pazienti: sono due smemorati.
Uno, dopo un grave incidente, non ricorda più nulla della sua vita; l’altro dimentica le cose più semplici e vicine.
Anche la compagna del medico è stata sua paziente: lei, per il bisogno di dimenticare.
Il dramma si manifesta nel confronto fra queste due condizioni. In egual misura, la vita può essere soffocata dalla dimenticanza come dal ricordo. E se ricordare significa letteralmente riportare al cuore, la qualità della memoria sta nella capacità di scegliere cosa tenere e soprattutto cosa non tenere.
Questo lavoro affronta il peso del ricordo da una prospettiva intima e privata in un sistema di piccole relazioni. E’ un giallo del sentimento, e il nostro quinto attore un investigatore chiamato a scioglierlo.
Un argomento importante da trattare, in un tempo che produce memorie sempre più capienti e così poca felicità.
Il teatro di Carlo Bruni racconta della memoria, e di quanto e come questa riesca ad avere una parte preponderante nella vita delle persone e quanto e come incide sulla verità. SI parla di un utilizzo della memoria che nasce dalle proprie necessità. A fianco al ricordare, importante è dimenticare, quando si riesce e quando no, e quanto necassario sia anche dimenticare. Un teatro, quello di stasera che ricorda Pinter, tra drammi e incidenti, toccando temi quali la riconciliazione e la solitudine.
<< Ci tengo a dire che il messaggio che vogliamo far passare>> ci racconto il regista <<è quello anticnvenzionale del teatro. Non voglio che le persone pensino che il teatro sia una cosa noiosa e da intellettualoidi. Quello che vogliamo fare con il teatro è commuovere, ovvero muovere con, muovere insieme. Vogliamo che ciò che c’è inscena attraversi la pancia prima di giungere alla testa.>>
Quello di cui Carlo Bruni parla è la differenza sostanziale tra festa e spettacolo. Allo spettacolo si assiste, alla festa si partecipa. Il teatro diventa una festa. Deve essere partecipato. E questo speriamo di non dimenticarlo…
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