I ragazzi del Liceo e la loro Africa

Elena Albanese

Venti ragazzi del Liceo Scientifico “Tedone” si recheranno questa estate in Africa per lavorare in orfanotrofi, scuole materne e ospedali vivendo concretamente la situazione africana.

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Una rappresentanza del Liceo Scientifico “O. Tedone” in Zambia e Malawi. Accadrà il prossimo luglio per un periodo ancora da definire, comunque oscillante tra uno e due mesi. Un gruppo di circa 20 ragazzi, accompagnati da alcuni docenti (tra cui probabilmente lo stesso Preside) e forse da qualche genitore, lavoreranno in orfanotrofi, scuole materne e ospedali per vivere concretamente la situazione africana e dare il proprio piccolo, ma prezioso contributo al miglioramento delle condizioni di vita di quei Paesi.

Le adesioni degli studenti già fioccano, ma alla fine tra tutte ne verrà selezionata solo una ventina, scelta in base all’età (esclusivamente maggiorenni, a meno che non siano accompagnati dai genitori), alla predisposizione personale e alla disponibilità delle famiglie a “lasciare andare” i propri figli.

Ma come nasce l’idea di questo progetto? “Volevamo fare in modo che ci fosse da parte degli alunni una partecipazione attiva ai temi della solidarietà, della socialità e dello sviluppo” dice il Dirigente Scolastico, prof. Biagio Pellegrini. E continua: “Avevamo già contattato Associazioni che operano in quelle zone, ma la vera svolta si è avuta con la nomina a Nunzio Apostolico del Vescovo ruvese Mons. Girasoli”. È lui infatti che si sta occupando della parte “burocratica” del progetto, ma non solo. L’Ambasciata della Città del Vaticano metterà infatti a disposizione della delegazione le proprie strutture per il vitto e l’alloggio e affronterà, insieme alla scuola, le spese di viaggio.

Importantissimo anche l’aspetto linguistico-culturale dell’esperienza, che può essere considerata come stage formativo per imparare l’inglese. “I ragazzi saranno costretti a parlarlo”, precisa ancora il Preside, poiché è l’unica lingua utilizzata correntemente in quei luoghi. Non a caso, infatti, si incontreranno fra loro per momenti di riflessione e valutazione dell’esperienza, specie il sabato, ma non lavoreranno tutti nello stesso posto. Un progetto destinato agli studenti del V anno, almeno per il momento, che però non esclude, in caso di riuscita positiva, la futura apertura ad altri ambiti della comunità ruvese. Il Liceo “Tedone”, infatti, “si candida ad essere ente promotore di iniziative che agisce a 360°”. La prospettiva è quella di formare un nucleo di persone all’interno della scuola che funga da stimolo per tutti gli altri.

Il prossimo passo, ora, sta nel definire i partecipanti e il programma dettagliato, argomenti questi che verranno affrontati nell’Assemblea del 24 febbraio, alla presenza dei genitori dei ragazzi e di Mons. Girasoli.

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