I “Nastrini rossi” oggi incontrano il ministro: «I docenti al sud sono troppo pochi»

Con un nuovo sit in e una lettera aperta si ribadirà che la “coperta” è troppo corta: un cambio di rotta sulla scuola è possibile
Una delegazione dei “Nastrini rossi” accoglierà a Bari oggi alle 11.30 il ministro della Pubblica itruzione Stefania Giannini, con un nuovo sit in e una lettera aperta per ribadire che la “coperta” è troppo corta: i docenti anche al sud non sono troppi, ma troppo pochi!
Pertanto i docenti dei Nrd continuano a credere che un cambio di rotta sulla scuola sia possibile. E per continuare a tenere alta l’attenzione, proprio in questo momento di fitte trattative tra il Miur e i sindacati che dovranno decidere le sorti dei docenti non più precari nel lavoro, ma purtroppo ora nella vita, hanno scelto di affidare i loro vissuti ad un sito web perché con la “Buona scuola” hanno dovuto scegliere tra il lavoro e la famiglia. Ogni giorno, e sino a quando non sarà firmato un valido accordo, i docenti dei Nrd di Puglia, Abruzzo, Calabria, Campania, Basilicata e Sicilia, indosseranno il simbolo della loro lotta, il nastrino rosso, e pubblicheranno una personale storia di vita per raccontare le ragioni che li hanno condotti a partecipare al piano di assunzioni previsto dalla Riforma della legge 107/2015.
Scelta dolorosissima poiché, dopo anni e anni di lavoro nelle scuole da precari delle Gae, le graduatorie ad esaurimento provinciali, hanno dovuto lasciare le famiglie, gli studenti e la propria terra per occupare quei posti atavicamente vacanti nelle scuole del nord, anche se a seguito delle assegnazioni provvisorie è stato ampiamente dimostrato che le cattedre vuote, da anni e in continuo aumento, sono presenti anche nelle scuole del centro-sud. E l’esempio della Puglia è sempre emblematico: 4mila posti a disposizione tra organici di fatto e deroghe sul sostegno e l’assurdo numero dei 3200 docenti pugliesi trasferiti. Un paradosso che lascia l’amaro in bocca se si pensa che ad oggi, le convocazioni nei provveditorati provinciali, ad esempio in Puglia, per coprire le cattedre dei docenti con la specializzazione del sostegno, vanno deserte e gli alunni con disabilità sono affidati, esattamente come avviene al nord, a insegnanti che non hanno alcun titolo di specializzazione per condurre nel percorso didattico di integrazione e crescita personale e sociale gli alunni più fragili.
Quindi perché continuare a tirare la “coperta” se è troppo corta? La soluzione esiste da sempre: trasformare tutti i posti in deroga sul sostegno e le cattedre di organico di fatto in organico dell’autonomia, ne gioverebbero le famiglie degli insegnanti e quelle degli alunni.
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