I muretti a secco, elementi di civiltà contadina da ripristinare

La maggior parte della manodopera è offerta da albanesi e marocchini che hanno già provveduto a ripristinare vecchi muretti realizzando anche dei nuovi
Percorrendo le strade rurali, maggiormente quelle che collegano la città con le contrade, la caratteristica dominante che emerge è data dai muretti a secco che delimitano le strade e fungono da elementi divisori fra vari poderi. La loro costruzione non fu del tutto casuale, non era impiegato cemento per la loro messa in opera bensì pietre scolpite alla menpeggio e incuneate tra di loro.
Obiettivo dei contadini era quello di far uscire l’acqua piovana dai loro fondi proprio attraverso queste pietre e incanalarle in appositi scoli (sendeine), realizzati ai lati delle strade convogliandola nelle piscine site per lo più all’incrocio di più strade rurali. Qui, contadini e pastori, facevano abbeverare i loro animali e si approvigionavano di acqua per uso agricolo.
Oggi la maggior parte di questi elementi di architettura rurale sono stati compromessi e in molte zone la pietra è stata sotituita dal cemento in barba alle norme della salvaguardia paesaggistica rurale. Di tanto in tanto la Regione Puglia assegna finanziamenti per la messa in opera di nuovi muretti ma è ben poca cosa per un agro come quello di Ruvo con strade lunghe, a volte, oltre 20 km. Spetta, quindi, alla sensibilità dei proprietari tutelare questo patrimonio rurale ancora funzionale per l’obiettivo che si prefigge qualora si pensi che è bastata una abbondante pioggia per “stradicare” interi tratti di muretti in cemento spinti dalla violenza delle acque. In tanti secoli, invece, l’acqua è stata sempre filtrata della pietre senza alcun pericolo di crollo.
Oggi, la maggior parte della manodopera per la realizzazione di tali muretti è offerta da albanesi e marocchini che hanno già provveduto a ripristinare vecchi muretti realizzando anche dei nuovi. Le richieste cominciano ad essere tante al punto che viene spontanea una domanda: perchè la Regione Puglia non organizza appositi corsi di formazione professionale tenuti da esperti anziani, risolvi a giovani e disoccupati, che possono trovare nuovi sbocchi lavorativi e, perchè no, collaborare anche al ripristino di altri elementi rurali come specchie e jazzi
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