I lions riconsegnano la statua di Domenico Cotugno alla città
Si diceva a Napoli che nessuno poteva morire senza il suo permesso! Cotugno fu uno dei principali fondatori della medicina moderna, basata sulla ricerca e analisi clinica. Si dedicò anima e corpo al “
Terminano oggi i lavori di manutenzione e restauro del monumento a Domenico Cotugno, e la consegna alla città avverrà con una solenne cerimonia. La Statua riportata al suo originario splendore sarà l’occasione, per tenere un convegno sulla figura e sulle opere dell’illustre concittadino.
L’ illustre concittadino nacque a Ruvo di Puglia il 29 gennaio 1736 e morì a Napoli il 6 ottobre 1822 alla veneranda età di 86 anni; fu professore di anatomia nell’ateneo partenopeo e nelle sue numerose ricerche scoprì i canali dell’orecchio interno. Fu anche rettore di quella Università e direttore dell’Ospedale degli Incurabili a cui lasciò in eredità i suoi beni. A Napoli diede anche inizio a misure profilattiche contro la tubercolosi. Ricoprì l’incarico di medico di corte in Austria e Germania, al seguito del re Ferdinando IV, e proto-medico generale del Regno delle due Sicilie. Socio di numerose accademie italiane e straniere, la città di Napoli gli intitolò un ospedale in cui si curano le malattie infettive, mentre l’Ospedale degli Incurabili, cui Cotugno aveva disposto un lascito, conserva un suo busto.
Fu anche medico personale del re Ferdinando. Si sposò “solo” nel 1794 con Ippolita Ruffo, duchessa di Bagnara.
Si diceva a Napoli che nessuno poteva morire senza il suo permesso! Cotugno fu uno dei principali fondatori della medicina moderna, basata sulla ricerca e analisi clinica. Si dedicò anima e corpo al “suo” Ospedale degli Incurabili, all’epoca uno dei più avanzati d’Italia.
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