I giovani del “Punto Europa” piangono la scomparsa della Professoressa Olivieri

Tanti messaggi e riflessioni dedicati a lei: «Un mosaico di ricordi per la cara e bella persona che eri»
I giovani del “Punto Europa”, voluto dalla Professoressa Pia Olivieri, fervente europeista scomparsa ieri, dedicano a lei messaggi di affetto che rivelano la volontà di proseguire lungo la strada del “Manifesto di Ventotene”.
«Siamo noi la linfa vitale della società in cui hai creduto, tirando sempre il meglio da ciascuno di noi. Ed è per questo che, profondamente addolorati per la tua scomparsa, siamo qui a ringraziarti con la messa per iscritto di alcuni nostri pensieri. Chissà se li leggerai da lassù!
Mi piace ricordarti così, semplice e amorevole, con il dolce fruscio del vento che ti scompiglia i capelli, vulcanica, creativa… a tratti bizzarra, ma sempre propensa a instillare coraggio e sicurezza in chi incontravi. Indimenticabili le tue lezioni di latino, storia, filosofia ma ancor di più le bellissime giornate trascorse a parlare di progetti futuri. E ora che il tempo per stare insieme è scaduto, fai buon viaggio, cara cugina, e sorveglia silenziosamente l’operato di noi giovani del “Punto Europa”, pronti a fare tesoro, lungo il cammino della vita, degli insegnamenti da te impartiti». Vittoria Laura Leone
« “Bisogna vivere con la gioia e il coraggio di provarci, non con la paura di non riuscirci”. Così mi incoraggiava Pia qualche mese fa, mentre parlavamo della tesi che stavo preparando. Era straordinaria, ai miei occhi lo è sempre stata. Lei, come la sua mente, in movimento costante, una continua fucina di idee, progetti, proposte. Ci ha illuminati col suo amore per la cultura, con l’entusiasmo indomabile per i suoi ideali. Ha sempre avuto fiducia in noi giovani, ha aperto il mio sguardo e quello di tantissimi altri verso l’Europa in cui abbiamo imparato a credere con lei, verso un’idea alta di comunità sociale e culturale. Pia, che mi ha conosciuto da bambina e mi ha visto diventare donna, è stata compagna (a volte autentica complice) di viaggi indimenticabili, e nel viaggio della mia vita avrei voluto averla accanto ancora per molto. Mi commuove pensare a quanto ogni volta dimostrava di credere in me. Mi ha insegnato a non perdere mai di vista progetti e sogni, a inseguirli con tenacia. Adesso, con gioia e coraggio, sta a noi raccogliere il suo testimone». Mariangela Berardi
«Assieme a Pia ci lascia un pezzo della Ruvo migliore. Quella che era sempre lì, pronta a raccogliermi con spontanea gioia ogni volta che tornavo da lunghi mesi di studio fuori casa. Quella che non ha mai smesso di vedere in noi giovani una risorsa in cui riporre speranza, piuttosto che un peso. Quella che ha saputo guardare oltre i confini della città, verso un mondo di possibilità e verso un’Europa unita. Ma soprattutto quella che non ha mai smesso, nonostante i mille ostacoli e difficoltà, di credere nella forza dei propri ambiziosi progetti. Ciao Pia, ci mancherai!» Vittoria Rubini
«Ho ripercorso le conversazioni che avevamo io e Pia. Mi regalava più volte alla settimana frasi di libri che studiava e leggeva. Scorrendo mi sono soffermata su una in particolare. “Non voglio, non abituarmi, non sono nata per questo. Io sono nata Antigone: porto la radice del contrasto nel nome. Io non posso abituarmi, non posso vivere appiattita a terra, adeguarmi ad un tempo che non scelgo, obbedire a leggi che non comprendo, rispondere a domande che non riconosco, a voci che non so. Non posso. E non voglio”. Questa è l’Antigone di Sofocle. Immagino che sia felice perché ho citato una delle opere della tragedia greca che più amava. Ho pensato che questa frase rispecchiasse Pia nel modo in cui si ribellava e lottava per ciò in cui credeva. Ha lottato fino all’ultimo per la vita e per gli ideali, per l’Europa, per i giovani e lo ha fatto con la sua solita vitalità, con il suo coraggio, la sua gioia, la sua esuberanza e con ostinazione. Non è stata una mia professoressa ma è stata la mia maestra di vita e mi mancherà non poter dialogare con lei». Monica Tedone
«A te, che sei uno dei miei pilastri, son grata per avermi contagiata con la tua energia esplosiva e guidata sempre verso nuovi orizzonti di conoscenza. Dove hai seminato idee, hai raccolto Primavera. La tua rivoluzione resterà immortale, ce ne prenderemo cura. Ad infinitum! Tua cugina». Marina Vittoria Leone
Commenti
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Non vivendo a Ruvo da 40 anni, capita di venire a sapere di tristi notizie dopo un bel po' di tempo. Così oggi, la scomparsa di Pia Olivieri, mi ha particolarmente toccato. Io un artista e Pia una amante dell'arte e delle differenti culture umanistiche. Abbiamo condiviso discorsi e un progetto una installazione nel 1998 quando lei era assessore alla cultura, poi saltato a causa di un mio incidente motociclistico. Pia l'ho conosciuta a metà degli anni 70 nel gruppo di azione sociale ai tempi diretto da Don Nino Prudente, e a cui facevano parte diversi giovani ruvesi e terlizzesi a cui interessava impegnarsi nell'aiuto dei più deboli. Quindi già agli esordi, l'interesse comune verso il “sociale”, poi definitosi in entrambi attraverso i linguaggi dell'arte e della cultura. Ciao cara Pia.








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