I cippi miliari dell’antica Ruvo tra città di mare e musei

I cippi miliari dell'antica Rubi al Museo della civiltà contadina di Corato (foto rielaborata da Ilaria Tedone)
Sono tracce di storia sparse nelle città limitrofe: la nota storica si conclude con una particolare richiesta dell’Autore
Sono i cippi in pietra del tratto ruvese della via Traiana le “testimonianze di pietra” condivise nel nuovo contributo dedicato di Angelo Tedone, cultore di storia e lingua locali. Tracce di storia che, tuttavia, sono ora sparse nelle città limitrofe: per questo la nota storica si conclude con una particolare richiesta dell’Autore.
I miliari della Via Traiana nel territorio di Rubi – di Angelo Tedone

Certamente tra le ‘testimonianze di pietra’ che ci raccontano ancora oggi la storia di Ruvo relativa all’epoca romana, vi erano i ‘cippi’ in pietra (cosiddetti miliari) posti lungo la via Traiana, pavimentata con basole, alla distanza di un miglio (1 Km e 350 mt) l’uno dall’altro.
La Rubi romana fu una delle stazioni di sosta di questa via consolare che ricalcava il percorso della via Minucia avente origine da Benevento nel punto dove la via Appia diretta a Brindisi si diramava verso la Puglia.
Appunto la via Minucia fu percorsa da Orazio nel 37 a.C. nel suo viaggio da Roma a Brindisi con Mecenate, Virgilio, Cocceo preferendola a quella più interna che attraversava la Lucania. Rubi fu una tappa di riposo e ricambio di cavalli presso un ‘taberna’. adiacente ad una delle porte denominata Noja o Noè.
La ‘nuova’ via Traiana fu ultimata nel 113 d.C. rinnovando parte del percorso della via Minucia già realizzata nel 110 a.C. Rubi fu uno dei pochi centri ad essere attraversato all’interno delle mura, con accesso da porta Castello e uscita da porta Noè, per proseguire per Butuntum attraverso via Madonna delle Grazie.

Dopo aver attraversato il ponte sull’Ofanto (Aufidus) e Canusium, la via Traiana incontrava l’agro di Ruvo in località Quadrone (tra Andria e Corato) contrassegnata con un miliare, riportante il miglio CI, si proseguiva verso Rubi in zona Capitolo (miglio CII) e attraversando la contrada Consorzio (CIII), Cappella S. Lucia (CIV), Villa Capano (CV), Campo sportivo (CVI), Spinarolo (CVII), Macchite (CVIII), Pezza Maltempo (CIX), piazza Di Vagno (CX), via Madonna delle Grazie (ang. Via Scarlatti) (CXI), adiacenze santuario (CXII), arco Traiano (CXIII). Correndo parallelamente alla ex statale 98, la Traiana si dirigeva verso il cimitero di Bitonto e quindi a porta Robustina. Da questo punto la via consolare si biforcava: un tratto proseguiva per Modugno e Ceglie del Campo; l’altro si immetteva nel centro cittadino attraversandolo e proseguendo per Brindisi percorrendo la variante marina con destinazione Brundisium.
I cippi o miliari erano colonne in pietra dell’altezza di mt. 1.70 circa, riportanti scolpite intorno alla colonna una epigrafe dettata da Traiano oltre al numero delle miglia inciso sotto il capitello. In epoca medievale furono estirpate dai loro luoghi originari: alcune servirono per abbellire archi o palazzi di città limitrofe come Trani, Bisceglie, Giovinazzo. Altre colonne, fortunatamente, furono conservate da privati mentre tre miliari (tra cui quello CX) sono esposti presso il Museo della civiltà contadina di Corato.


Dieci anni fa il Lions Club ‘Talos’ di Ruvo, nel corso di una lodevole iniziativa, installò una targa-legenda sul sito del miliare CX (piazza Di Vagno – Via Corato) riportante notizie storiche. Perché non riprodurre quel miliare in pietra completo di epigrafe apponendolo al punto originario?».
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