I BarMario in tour tra musica e impegno

Elena Albanese

La cover band di Ligabue ha aggiunto qualcosa alla musica, in una prospettiva di sensibilizzazione nei confronti di temi “caldi” quali la pace, il lavoro, l’ambiente e l’infanzia negata.

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I BarMario, facile da intuire, sono una cover band di Ligabue. Sei musicisti, di cui 5 ruvesi e il chitarrista terlizzese Gianni Volpe. Hanno iniziato a suonare insieme alla fine della scorsa estate e nel Natale dello stesso anno si sono esibiti presso l’Auditorium della Guardia di Finanza di Bari in un concerto a favore dell’Unicef.

Da lì hanno cominciato a pensare di poter aggiungere qualcosa alla loro musica, in una prospettiva di sensibilizzazione nei confronti di temi “caldi” quali la pace, il lavoro, l’ambiente e l’infanzia negata. «Abbiamo deciso di succhiare i contenuti dei testi di Ligabue», dice il cantante e leader Dario Zifarelli, «che sono già di per sé pregnanti di significato, per offrire un valore aggiunto alle canzoni». Da qui l’idea di una scenografia che prende vita grazie alla proiezione di video che richiamano, testualmente o metaforicamente, le parole delle canzoni. Un’idea che ha già preso forma nella prima data del loro tour stagionale, che ha aperto le manifestazioni delle “Notti d’Estate” altamurane lo scorso 8 luglio e che presenteranno anche nella prossima, prevista il 24 luglio a Ruvo (in Piazza Bovio) e successivamente il 10 agosto a Bisceglie, il 13 a Palese e in altre serate nei comuni della provincia in via di definizione.

I videoclip e il materiale fotografico sono stati montati da Diego Magrone e spaziano da luoghi e territori noti, come quello di “Certe Notti”, girato nelle strade del paese, a posti lontani e spesso sconosciuti ai più, come il Perù di Daniela, “la nostra prima fan”, dice il batterista Michele Barile, la quale ha inviato le immagini utilizzate per “Piccola stella senza cielo”. Ritraggono i bambini che lei ed altri volontari accudiscono in cosiddetti “alberghi” che lo Stato utilizza per strapparli alla devianza, ma che nella maggior parte dei casi somigliano molto a delle prigioni.

“Una vita da mediano” viene declinata invece al mondo del lavoro, in particolare quello logorante dei campi. Interpreta il contadino un attore teatrale, Francesco Di Domenico, che spesso segue il gruppo nelle serate e si “traveste” dal Mario del nome, quello che arriva in grembiule e “dà un colpo di straccio al banco del bar”. Ma non è lui l’unica special guest delle loro performance. Spazio infatti è dato anche a due giovani talenti femminili: una cantante che interpreta la parte di Elisa nel brano “Gli ostacoli del cuore” e la diciottenne sorella del chitarrista Gerardo Lovero, che sembra aver ereditato il talento di famiglia. Completano la formazione il bassista Antonio Liso e il tastierista Davide Cantatore.

Il loro tour è stato possibile anche grazie all’importante contributo di alcune aziende e della Provincia di Bari che ha recepito il progetto socioculturale legato allo spettacolo.

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