Hansel e Gretel contro la fame e la povertà
Non meraviglia il premio “l’Uccellino Azzurro” vinto alla quattordicesima edizione di “Ti fiabo e ti racconto”, festival nazionale di teatro ragazzi organizzato dalla compagnia Teatrermitage, svoltosi
Quando il teatro è poesia si può correre il rischio di sentire il cuore battere forte. E’ questo l’effetto improvviso ed inaspettato che lo spettatore subisce nel guardare Hansel e Gretel. Fedelissima all’originale, parla di miseria e povertà. D’apparenza e di sostanza, di rassegnazione. E’ una storia crudele e vera. Una madre che decide di abbandonare i figli. Un padre inerme, inetto. Una strega meravigliosamente cattiva. Subdola e arcigna che offre ogni leccornia a due bambini affamati. E poi Hansel e Gretel, soli, nel bosco. Destino crudele? Anche, ma soprattutto occasione di crescita. Corrono nel bosco urlando spaventati, alla ricerca dei loro genitori. Mamma, papà dove siete? I bambini sono spaventati, gli adulti anche. Sembra di dover ingoiare vetro. Fa male. A chi si affideranno i due ragazzini, da soli, nella notte al buio e al gelo?
Dovranno contare sulle loro forze. Hansel è colui che gestisce se stesso e la sorella. Gretel si fa trascinare. “ma io non lo so fare!” è questo che ripete, sempre, in continuazione. Come si fa? Come si vive senza una guida? E poi la casa di marzapane, con le finestre di fine cioccolato e di zucchero filato. Una donna bellissima e meravigliosa li accoglie e li coccola. E’ forse il paradiso questo? “Mamma ma la strega non è così bella!!” dice una bambina.
Infatti. Una strega è una strega. Ammaliatrice, subdola e furba attira i bambini all’interno della sua casa incantata. Avete mangiato. Ora mangerò io voi. E quella che è la vittima, la piccola Gretel, diventa l’eroina di una fiaba tanto crudele. Con il fratello prigioniero che farà da cena alla strega cattiva non c’è speranza. Bisogna rimboccarsi le maniche e aguzzare l’ingegno! Gretel uccide la strega. La spinge nel forno e la strega muore. La bambina diventa donna. E ciò che è inconcepibile in una società civile diventa l’unica salvezza possibile. La bambina si macchia di omicidio per salvarsi la pelle, per salvare la pelle a suo fratello. Hansel, fa razzie dei tesori della strega per tornare a casa da eroe. Non soffriranno più la fame. Potranno vivere felici e contenti. Ma a che prezzo? Hanno perso la loro innocenza, ma hanno riunito la loro povera famiglia.
Lo spettacolo offre più di un punto di riflessione, puntando l’attenzione sull’importanza delle piccole cose. L’apparenza è pericolosa e bisogna stare attenti a ciò che si desidera. Lo spettacolo prodotto dal Crest di Taranto, vede gli attori Catia Caramia, Giulio Ferretto, Paolo Gubello, Maria Pascale cimentarsi con la regia e la scenografia spettacolare di Michelangelo Campanale, artefice di geniali trucchi scenici. L’emozione palpabile lascia gli spettatori attoniti e non è un caso che gli attori siano sommersi dai complimenti e dagli applausi alla fine dello spettacolo. Non meraviglia il premio “l’Uccellino Azzurro” vinto alla quattordicesima edizione di “Ti fiabo e ti racconto”, festival nazionale di teatro ragazzi organizzato dalla compagnia Teatrermitage, svoltosi dal 5 all’11 luglio scorsi all’anfiteatro del Parco di Ponente di Molfetta. La compagnia girerà l’Italia: 60 tappe attendono Hansel e Gretel, che riusciranno ad emozionare altrettanti teatri.
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