Guardie per l’Ambiente: «Per rispettare l’ordinanza del Sindaco, spezzate le “ali” ai bracconieri»

La Redazione

Operazione mirata al contrasto della caccia con l’ausilio di richiami acustici a funzionamento meccanico o elettromeccanico.

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Le “ali” dell’inganno sono state spezzate ai bracconieri. Infatti nei giorni scorsi le Guardie per l’Ambiente hanno condotto un’operazione mirata al contrasto della caccia con l’ausilio di richiami acustici a funzionamento meccanico o elettromeccanico.

Questa modalità, per la particolare gravità, configura un illecito di natura penale punito con una pena sino a 1.550 euro di ammenda e la confisca e distruzione dei richiami illegali. L’utilizzo di richiami acustici a funzionamento meccanico o elettromeccanico consente, riproducendo ininterrottamente in maniera molto fedele alla realtà il canto degli uccelli, di attirare con l’inganno i volatili verso le postazioni di caccia.
Di norma vengono utilizzati, quali richiami, riproduttori di suono appositamente realizzati da varie industrie e in libero in commercio (essendone consentito l’utilizzo (ad esempio per il birdwatching o caccia fotografica)) mentre ne è vietato e sanzionato l’impiego per scopi venatori a causa della facilità d’inganno nell’attirare la fauna selvatica.

Nei sei casi riscontrati nei giorni scorsi si è trattato nella maggior parte di sistemi autocostruiti a basso costo (ma non mancano lettori mp3 o riproduttori digitali). In un particolare caso il richiamo, a riprova della crudelatà e arroganza dei bracconieri, era di tipo blindato, realizzato nella certezza di contrastare con forza gli operatori di vigilanza che ovviamento non hanno desistito nel loro impegno e lo hanno letteralmente sradicato.

I richiami sono stati tutti sequestrati dalle GUARDIE PER L’AMBIENTE ed è stata informata la Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario  di Trani in attesa che la predetta Autorità disponga la confisca e distruzione degli strumenti di reato.

Se nei prossimi giorni proseguiranno e verranno intensificati i controlli per verificare e sanzionare eventuali ulteriori casi di illegalità, nell’interesse della tutela della fauna selvatica e dei cacciatori che legalmente svolgono l’attività venatoria -va rilevato che – il Sindaco del Comune di Ruvo di Puglia, reiterando la famosa Ordinanza per la caccia a territorio limitato, ha chiamato le Guardie per l’Ambiente per far rispettare la stessa.

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Commenti

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    Premesso che sarò contestato duramente, che avrò torto marcio, avanzo sommessamente qualche osservazioncella: =le norme vigenti NON vietano, durante l’esercizio venatorio, detenzione ed uso di richiami acustici a funzionamento meramente meccanico, cioè “a corda”; =che mi risulti, l’impiego di quel genere di richiami non consentiti, non è di rilievo penale; =la “famosa ordinanza per la caccia a territorio limitato” sarebbe-ebbe, applicabile, solo sino a quando qualcuno, accantonando il volemose bene, non ne contesti l’effettiva (non, presunta) liceità nelle sedi più illuminate… =che mi risulti, la guardie per l’ambiente possono agire esclusivamente en.tro l’agro del comune di residenza.