Gruppo Itel, al convegno “Nucleare per la Salute” focus sulle applicazioni innovative in medicina

Leonardo Diaferia, presidente del Gruppo Itel
Istituzioni, ricerca, industria e mondo clinico insieme per definire una roadmap nazionale sull’uso del nucleare in sanità. I lavori sono stati preceduti dai saluti del ministro della Salute Orazio Schillaci
Ieri, al Nicolaus Hotel di Bari, si è svolto il convegno “Nucleare per la Salute –
Scenari di innovazione scientifica e tecnologica tra farmaceutica, biomedicale e sanità avanzata”, promosso dal Gruppo Itel con l’obiettivo di favorire un confronto tra istituzioni, enti regolatori, comunità scientifica, mondo clinico ed industria sulle prospettive di utilizzo del nucleare in medicina e sul valore di una strategia nazionale condivisa per lo sviluppo del settore.
L’iniziativa ha visto il coinvolgimento del Ministero della Salute, Regione Puglia, Confindustria, Università di Bari e Politecnico, Isin, Aif, Sogin, Anpeq, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Airo, Enea, Aifm, Aimn, Humanitas, Infn e il Consorzio Nazionale per l’Innovazione e lo Sviluppo dei Radiofarmaci (Ncir).
I lavori sono stati preceduti dai saluti del ministro della Salute Orazio Schillaci: «Desidero rivolgere il mio saluto ai promotori, ai relatori e a tutti i partecipanti al Convegno nazionale “Nucleare per la Salute”. Le tecnologie nucleari applicate alla medicina stanno cambiando radicalmente il modo in cui affrontiamo la prevenzione, la diagnosi e la cura delle malattie.
Dalla produzione di radiofarmaci sempre più precisi, alla protonterapia, fino alle piattaforme digitali che integrano immagini, dati clinici e modelli predittivi: siamo davanti a una nuova frontiera della medicina di precisione. L’Italia può contare su eccellenze riconosciute in tutto il mondo, nella rete degli Irccs, nelle università e nei centri di ricerca pubblici e privati.
Il compito delle istituzioni è valorizzare queste competenze e creare le condizioni perché la ricerca diventi innovazione concreta nella pratica clinica, attraverso investimenti mirati, formazione specialistica e un sistema regolatorio capace di accompagnare il progresso, non di ostacolarlo.
In questa prospettiva, la collaborazione tra scienza, industria e sistema sanitario è strategica. Solo unendo risorse, conoscenze e visioni possiamo trasformare la tecnologia in benefici reali per le persone e rendere il nostro Servizio Sanitario Nazionale sempre più forte, equo e vicino ai cittadini. Ringrazio il Gruppo Itel e tutti coloro che hanno reso possibile questo importante momento di confronto. Con l’auspicio che da questo incontro nascano nuove alleanze per una sanità più moderna, sostenibile e attenta ai bisogni delle persone».
La giornata si è articolata in tre panel tematici che hanno affrontato i principali ambiti di applicazione del nucleare in sanità: sicurezza e sostenibilità, terapie oncologiche avanzate e innovazione radiofarmaceutica.
I temi del convegno
Sicurezza e sostenibilità: applicazioni nucleari nella salute tra etica, norme e ambiente
Sono intervenuti Francesco Campanella, direttore ISIN – Ispettorato nazionale sicurezza nucleare e radioprotezione; Lorella Chiappinelli, ispettrice dirigente sanitaria Aifa – Agenzia Italiana del Farmaco; Annafrancesca Mariani, direzione deposito nazionale e parco tecnologico – Sogin Spa; Pier Battista Finazzi, Presidente Anpeq – Associazione nazionale professionale Esperti qualificati in Radioprotezione; Nicola Ippolito, direttore divisione nucleare – MASE, Ministero Ambiente e Sicurezza Energetica.
Il panel era dedicato al rapporto tra normativa, sicurezza, sostenibilità ambientale e sviluppo tecnologico, con particolare attenzione alla cornice regolatoria, alla dimensione programmatica ed alla responsabilità sociale dell’innovazione, per definire l’impegno comune per una sinergia pubblico-privato proiettata al progresso.
Nucleare e sviluppo sostenibile: temi che aprono a più riflessioni, attraversando la produzione di radiofarmaci
che rappresenta una delle sfide più complesse e delicate dell’intera filiera del farmaco, passando per la
sicurezza nell’impiego di radiazioni ionizzanti, dal decommissioning, alla radioprotezione e al monitoraggio
ambientale. In un momento in cui le applicazioni nucleari in sanità — dalla diagnostica alla terapia — sono
sempre più diffuse e tecnologicamente complesse, l’attuale dibattito sul futuro dell’energia nucleare in Italia
riporta al centro anche la necessità di una visione matura e informata delle sue applicazioni civili e mediche,
in un processo di consapevolezza e responsabilità condivisa per un progresso etico, sicuro e sostenibile.
Particelle per la vita: protonterapia e tecnologie avanzate per l’oncologia del futuro
Sono intervenuti Roberto Orecchia, già direttore scientifico IEO – Istituto Europeo di Oncologia; Marco Krengli, presidente AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia Clinica; Alessandro Dodaro, direttore Dipartimento Nucleare (NUC), già Dipartimento Fusione Nucleare e Tecnologie per la Sicurezza Nucleare (FSN) – ENEA; Vittorio Didonna, membro Comitato Direttivo AIFM – Associazione Italiana Fisica Medica e Sanitaria.
Il panel ha esplorato le prospettive della protonterapia e delle nuove tecnologie per la cura dei tumori basate su
tecniche avanzate di ultima generazione, con particolare riferimento al contributo della ricerca e dell’industria
italiana ed alla necessità di accelerare la diffusione delle terapie ad alta precisione.
Il potere delle particelle per la vita: la protonterapia è una delle frontiere più promettenti nell’oncologia moderna. Unisce precisione tecnologica e visione clinica per trattamenti più mirati, meno invasivi e orientati al benessere del paziente. L’obiettivo diventa sempre più, in questo contesto, garantire che tecnologie come queste diventino più accessibili e diffuse per la popolazione, e che la collaborazione tra industria, enti di ricerca, comunità scientifica e centri clinici cooperi nel senso di accelerare il trasferimento tecnologico.
Nello scenario attuale in Italia, emerge EHRA – Enhanced Radiotherapy with HAdrons, progetto che vede il Gruppo ITEL impegnato nei laboratori dell’headquarter pugliese della spin-off Linearbeam per la realizzazione e certificazione del primo sistema di protonterapia basato su acceleratore lineare: una tecnologia unica nel suo genere a livello mondiale, che si prepara a rivoluzionare l’approccio alle cure oncologiche e che rappresenta una sfida tecnologica e scientifica di orgoglio nazionale, riconosciuta a livello globale.
Un esempio di best practice nell’integrazione fra visione industriale, competenze scientifiche, tecniche e cliniche ai più alti livelli, che ha condotto ad un traguardo atteso per decenni nel panorama della protonterapia, posizionando il
sistema ERHA e l’Italia alle frontiere dell’avanguardia medica e scientifica nella cura innovativa dei tumori.
Radiofarmaci e medicina nucleare: innovazione, sperimentazione e ricerca in Italia
Sono intervenuti Maria Luisa De Rimini, presidente AIMN – Associazione Italiana Medicina Nucleare; Livia Ruffini, presidente Comitato Scientifico NICR scarl – National Consortium for Innovation and Development of Radiopharmaceuticals; Laura Evangelista, vicedirettrice SdS Medicina Nucleare, Humanitas University – direttrice Medicine Nucleari Humanitas Research Hospital; Liliana Mou, responsabile servizio radioisotopi per medicina applicata, Divisione Ricerca, Laboratori Nazionali Legnaro (INFN) – Istituto Nazionale Fisica Nucleare.
Il panel ha affrontato il tema della ricerca e produzione di radiofarmaci, un settore in forte crescita nell’ambito
della medicina di precisione, che apre a nuove prospettive e frontiere nella diagnosi e nella cura di patologie
complesse: una riflessione strategica sulle prospettive di cooperazione fra mondo clinico, ricerca e impresa.
Dalla ricerca alla clinica, i radiofarmaci rappresentano il futuro della diagnosi e della terapia personalizzata.
L’Italia investe in innovazione e infrastrutture per una medicina nucleare sempre più integrata ed accessibile.
Il nucleare farmaceutico è una frontiera in rapida crescita ed un segmento strategico dell’industria pharma
globale: l’Italia, in questo panorama, accoglie le sfide che pongono ricerca, produzione e distribuzione di
radiofarmaci innovativi e si colloca alle frontiere del progresso, come esempio unico di integrazione possibile
fra sperimentazione ed applicazioni all’avanguardia nella diagnosi e cura per le patologie più complesse.
Nello scenario attuale, emerge l’esperienza del progetto NCIR – National Consortium for Innovation and Development of Radiopharmaceuticals, una rete nazionale che unisce impresa, università e centri clinici per dar vita ad una infrastruttura tecnologica di innovazione diffusa e sostenibile in ambito radiofarmaceutico.
Dalla ricerca alla produzione, dalla sperimentazione al mercato: il Consorzio NCIR accelera l’innovazione e
trasforma le scoperte scientifiche in soluzioni diagnostiche e terapeutiche. Si tratta del primo esempio nel nostro Paese di filiera italiana integrata per i radiofarmaci, che punta a programmi di ricerca, sviluppo e innovazione in oncologia, diagnostica avanzata e terapie teragnostiche. Con 5 hub operativi e 11 partner di eccellenza in tutta Italia, NCIR è il ponte tra ricerca scientifica e industria. Un progetto promosso da Itelpharma – divisione radiofarmaceutica del Gruppo Itel, che guida il Consorzio come socio privato di maggioranza, affiancata dal capofila di parte pubblica, l’Università di Pavia.
Le dichiarazioni
Leonardo Diaferia, presidente e fondatore del Gruppo Itel: «Con questa iniziativa abbiamo voluto valorizzare le sinergie di eccellenza del sistema Paese, favorendo un dialogo concreto e costruttivo tra istituzioni, ricerca e industria per definire una roadmap nazionale sull’uso del nucleare in sanità.
Il settore nucleare applicato alla salute rappresenta una frontiera strategica per il futuro della medicina e per la sovranità tecnologica dell’Italia. È un ambito in cui il nostro Paese possiede competenze straordinarie, che spaziano dalla fisica applicata alla radiofarmacia, dall’ingegneria alla clinica. Mettere a sistema queste capacità significa generare valore per la collettività, rafforzando il ruolo dell’Italia nel panorama scientifico e industriale internazionale.
Dalla protonterapia ai radiofarmaci, la nostra missione da oltre quarant’anni come impresa è trasformare la ricerca in applicazioni cliniche reali, con un approccio fondato su sostenibilità, sicurezza e accessibilità. Crediamo che la medicina del futuro debba essere frutto di collaborazione, responsabilità e visione, e che l’innovazione debba sempre tradursi in beneficio concreto per i pazienti e per il sistema sanitario.
Oggi abbiamo l’opportunità di condividere l’impegno per costruire una strategia nazionale condivisa, capace di unire competenze scientifiche, mediche e tecnologiche, promuovendo al tempo stesso lo sviluppo industriale e la crescita del Paese. È questo il contributo che Itel vuole offrire: unire esperienza, ricerca e passione per una sanità più avanzata, più sicura e più umana».
Michele Diaferia, amministratore delegato del Gruppo Itel:«In un contesto globale in cui la medicina nucleare, la protonterapia e le tecnologie biomedicali avanzate assumono un ruolo sempre più centrale, Itel lavora per rafforzare la filiera nazionale dell’innovazione, valorizzando le sinergie tra ricerca, produzione e applicazione clinica.
Il nostro impegno quotidiano è quello di trasformare la competenza scientifica in soluzioni industriali concrete, capaci di contribuire a guidare la modernizzazione del sistema sanitario ed il cambiamento nel mondo della salute.
Come gruppo, negli anni, abbiamo scelto di investire in un modello che unisce radici solide e apertura internazionale, consolidando la nostra presenza storica in Europa ed espandendo le attività in aree strategiche come Nord America, Penisola Iberica e Medio Oriente.
Questa rete globale ci consente oggi di rappresentare il know-how italiano nel mondo e, al tempo stesso, di lavorare in Italia con nuove competenze e collaborazioni di alto profilo.
L’internazionalizzazione, per noi, non è solo una leva di crescita economica, ma un fattore di evoluzione tecnologica e culturale: ci permette di condividere esperienze, accelerare la ricerca e rendere la sanità più avanzata ed al passo con i tempi.
Crediamo che l’innovazione sia la chiave per rendere l’Italia un riferimento internazionale nella sanità ad alta tecnologia. Il Gruppo Itel continuerà a investire in ricerca e sviluppo, con una visione che unisce etica industriale, sostenibilità e valorizzazione del know-how.
Guardiamo al futuro con la consapevolezza che il nostro ruolo, come industria, è quello di creare valore per il sistema Paese, favorendo l’integrazione tra mondo della ricerca, impresa e istituzioni.
È questa la direzione in cui continueremo a muoverci: un’innovazione che nasce in Italia, si esprime nel
mondo e migliora la vita delle persone».
La giornata si è conclusa con una visita agli stabilimenti Itelpharma e Linearbam di Ruvo di Puglia, dove si sviluppano rispettivamente i radiofarmaci innovativi e l’acceleratore lineare Erha. Due centri di eccellenza che incarnano la missione del Gruppo Itel: trasformare la ricerca in applicazioni cliniche concrete, coniugando innovazione, sicurezza e sostenibilità.
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