«Grossolano errore di toponomastica», la segnalazione di un lettore

«Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare»: ha inizio così la lettera di Alessandro Ottombrini sulla variazione di vico Arcangelo Ciliberti che diventa via V. Ciliberti

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera con cui un lettore, Alessandro Ottombrini, segnala quello che ritiene essere un «grossolano errore di toponomastica» su cui, nonostante le richieste di una spiegazione agli organi preposti, non è stata data alcuna risposta.

Vuolsi così colà dove si puote / ciò che si vuole, e più non dimandare

«Mutuando un’espressione celeberrima del Sommo Poeta – si legge -, si potrebbe esprimere l’attuale situazione che di seguito segnalo.
Sì perché bisogna sapere che in questo Comune si ritrova cambiato il nome di una strada, che da vico diventa via e nessuno si spiega come e perché.
Mi riferisco a quello che fino a qualche tempo fa si chiamava vico Arcangelo Ciliberti (in base alla delibera Giunta Comunale N.54/2001) e che da almeno due mesi ed ancora oggi si è miracolosamente trasformata in via (??) V. Ciliberti.

Google Maps con il suo street view riporta ancora la vecchia immagine (ci troviamo più o meno a metà di via Aldo Moro) ed è ancora possibile inserire vico Arcangelo Ciliberti nella ricerca stando tranquilli di arrivare a destinazione.
Chi legge però, si starà chiedendo il perché di questa che potrebbe sembrare una inutile e pretestuosa querelle dal sapore meramente polemico e ve lo spiego subito: quell’Arcangelo Ciliberti di cui sopra, era mio nonno.

Mio nonno è stato un antifascista, è stato imprigionato, confinato, ha subito ispezioni, sequestri di libri (la cultura ha sempre fatto paura) e nonostante questo ha avuto il coraggio di restare sempre iscritto (come altri) al PCI.

Tra l’altro la locale sezione della Anpi nell’aprile 2023 ha allestito una mostra fotografica nelle vie dove sono nati o hanno abitato partigiani e antifascisti ruvesi e proprio in Larghetto Tedone (ironia della sorte a 20 metri dall’ingresso storico del Comune!) c’era l’immagine di mio nonno che proprio lì ha anche vissuto.
Ora, alla luce di quanto sopra, mi piacerebbe ricevere una risposta per capire se c’è stato un errore di stampa del cartello stradale, se è cambiata l’intestazione di una via o magari si confidava nella distrazione della gente ormai china sullo schermo di un cellulare.

Rimango in attesa di una risposta che sono sicuro non tarderà ad arrivare, ma prima dei cordiali saluti ci tengo a precisare che, nonostante il cognome possa tradire “io sto alla politica come Polifemo sta allo strabismo” (Cit.).
Grazie.

Alessandro Ottombrini».

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