Grillo e Di Battista a Molfetta contro la condotta di Torre Calderina

La Redazione

Il Movimento 5 stelle da tempo si oppone al progetto dello scarico dei reflui di cinque città, tra cui Ruvo, in un solo punto

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Tra pochi minuti, alle 17, Beppe Grillo e Alessandro Di Battista saranno a Torre Calderina, a Molfetta, per denunciare il progetto di condotta sottomarina dello scarico concentrato dei reflui di Cinque città (Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi) con circa 220 mila abitanti in un solo punto.

«Quattro impianti di depurazione mal funzionanti, più volte sequestrati dalla magistratura per scarico di inquinanti oltre i limiti stabiliti» – dice il Movimento 5 stelle – «scaricano distintamente su 4 chilometri di costa: quello di Corato su corpo idrico superficiale raggiunge il mare in territorio di Bisceglie, quelli di Bisceglie e Molfetta scaricano direttamente a mare nei rispettivi territori comunali, quello di Ruvo-Terlizzi, sempre su corpo idrico superficiale, raggiunge il mare in territorio di Molfetta.

Acquedotto pugliese progetta di scaricare in un solo punto a 3 chilometri dalla battigia nell’area di Torre Calderina i reflui canalizzati restituiti dai quattro impianti, ovvero oltre 60mila tonnellate di fogna al giorno scaricate in mare mediante una condotta sottomarina, la più grande per portata e dimensioni mai progettata in Puglia

Oltre 30 milioni di euro di spesa preventivata per costruire tubi, collettori e impianto di spinta, una grande opera in cemento con l’unico scopo di nascondere il problema della mancata depurazione e scaricare al largo in mare la fogna concentrata di 5 paesi.

«Periodicamente i depuratori di Bisceglie e Molfetta scaricano fanghi tossici insieme ai reflui direttamente in battigia: abbiamo molti casi documentati di scarico in mare di fogna tal quale», proseguono gli attivisti. «A febbraio scorso il comitato tecnico regionale per la Valutazione d’impatto ambientale ha rilasciato giudizio sfavorevole alla condotta sottomarina proposta da Acquedotto pugliese per incompatibilità ambientale; a maggio 2016, dopo le pressioni di Aqp e a soli tre mesi dal giudizio negativo, lo stesso comitato, seppur confermando le valutazioni negative riguardo il piano programmatico, strutturale e ambientale, ha ribaltato la sua decisione rilasciando parere positivo.

Durante la procedura per la Via, tutte le associazioni e i gruppi di cittadini, oltre che Città Metropolitana di Bari e partecipanti all’inchiesta pubblica, hanno espresso la loro contrarietà. Inoltre, durante la Conferenza dei servizi decisoria di luglio scorso, la Asl ha chiesto che prima di realizzare lo scarico a mare tutti i depuratori siano potenziati e funzionanti al fine di restituire acque depurate.

«Concentrare in un unico punto in mare la fogna non depurata di cinque comuni che oggi scaricano separatamente è da criminali», è la posizione chiara del Movimento. «L’unico investimento indifferibile e urgente è il potenziamento dei depuratori seguìto dal monitoraggio continuo per verificarne il funzionamento e il rispetto dei limiti di inquinati allo scarico.

Con impianti di depurazione regolarmente funzionanti, potranno finalmente entrare in esercizio i due di affinamento per uso irriguo dei reflui di Molfetta e Ruvo-Terlizzi, già realizzati e collaudati, ma mai utilizzati e fermi da anni.

Chiediamo che i nostri soldi siano utilizzati affinché gli impianti depurino correttamente così da restituire acque pulite sul suolo e in mare. A Torre Calderina vogliamo acque riutilizzabili, al fine di conservare il valore paesaggistico delle lame e naturalistico delle aree marine», concludono.

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