“Gloriari in Cruce” alla Chiesa del Carmine con il Barium Brass Ensemble

Concerto tenuto insieme al coro dell'Arciconfraternita del Purgatorio.
Neanche quest’anno, come da tradizione, si è voluto far passare inosservato il Settenario di Gesù al Calvario. Con questi propositi, si è tenuto nella chiesa del Carmine il concerto “Gloriari in Cruce” organizzato dalla stessa Confraternita.
Il fulcro dell’intera serata è stata la Croce. Una croce sempre vista come esempio di pena e sofferenza ma dopo l’avvenuta di Cristo, intesa come portatrice di salvezza e gioia. Ed è proprio con “Gloriari in Cruce” che l’Arciconfraternita ha augurato a tutta la cittadinanza una buona festa dell’Esaltazione della Croce.
Protagonisti della serata sono stati il Quintetto d’ottoni Barium Brass Ensemble composto dai maestri Giacomo Angarano, Giacinto Caldarola, Michele Cantatore, Aldo Di Tommaso e Domenico Pellegrini e il coro dell’Arciconfraternita del Purgatorio.
Con una splendida unione tra voci e musica, sono stati eseguiti nove brani famosi che hanno ricordato il tema della serata. Si è avuto inizio con la “Marcia Pontificia” di Gounod, per continuare con “Adoro te” di Daniele Branca, la ben conosciuta “Ave Maria” di Franz Schubert, il concerto per due trombe di “Antonio Vivaldi”, “Nostra gloria è la Croce” di Marco Frisina, “Il barbiere di Siviglia” di Rossini. Per concludere poi, sono stati svolti due brani del maestro Vincenzo Anselmi diretti dallo stesso: “A te Maria Madre mia” su testo di Papa Giovanni Paolo II e “Via Crucis, via Lucis” su testo di don Salvatore Summo.
La maestosità e la preziosità dei brani è stata inoltre resa intensa grazie alle voci di Vittoria di Bisceglie e del tenore Giovanni Mazzone che hanno cantato alcuni tra i brani in scaletta eseguiti.
Ancora una volta i ringraziamenti vanno al priore Raffaele Campanale e a tutta l’amministrazione dell’Arciconfraternita del Carmine per il loro costante impegno e al parroco Don Salvatore Summo che sostiene sempre questo tipo di eventi.
Nonostante la mancata presenza delle autorità del nostro paese, la cittadinanza si è dimostrata sensibile –come ha più spesso ripetuto Don Salvatore- “nel pregare in maniera diversa: più sentita e forte”.
Commenti
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Sarebbe molto istruttivo conoscere i nomi delle eccelse menti che hanno reso possibile il capolavoro della palazzina addossata a buona parte della facciata della chiesa. Se questa non è barbarie..!!! –==Giusto, cArdillo o come ti chiami ora?








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