Gli otto Santi in mostra a Milano

Elena Albanese

A comunicare la lieta notizia è stata la Confraternita Opera Pia di S. Rocco nella persona del Padre Spirituale Mons. Vincenzo Pellegrini.

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Il gruppo statuario rappresentante la deposizione di Cristo dalla croce, meglio conosciuto come “Gli Otto Santi”, è un simbolo della nostra città. Qualcosa che come e più di altre ci rappresenta in pieno e ci rende orgogliosi di essere ruvesi. Come la splendida Cattedrale, come il Museo Jatta, come il celeberrimo vaso di Talos. Quelle cose che puoi elencare quando amici e conoscenti lontani (e ingenui) ti chiedono: “Ma cosa c’è da vedere a Ruvo?”. Tra l’altro la bellezza estetica in questo caso si coniuga alla forte suggestione data dalla processione che attraversa le vie cittadine nella notte tra il mercoledì e il giovedì santo, in un’atmosfera solenne e raccolta, data dalla gente scesa in strada a farle da cornice e da quelli che, ad accompagnarne il passaggio, ornano i balconi di ceri accesi e lenzuola bianche.

Presto anche chi ne ha ignorato l’esistenza fino ad ora potrà colmare la lacuna. “Gli Otto Santi” sono stati infatti scelti tra le opere d’arte sacra più significative della Puglia per far parte di una mostra pensata e realizzata dal Museo Diocesano di Milano. L’esposizione, dal titolo La scultura in cartapesta (Sansovino, Bernini e i Maestri leccesi tra tecnica e artificio) si terrà nelle sale del Museo dal prossimo 14 gennaio fino al 30 marzo.

La mostra affronterà per la prima volta in Italia un genere poco noto, ma di grandissima importanza storica e decisamente sorprendente. Per secoli, infatti, la cartapesta è stata un’autentica arte, apprezzata per la sua duttilità e leggerezza, per l’estrema adattabilità alle più disparate esigenze e per le eccezionali doti mimetiche del materiale, adatto a qualsiasi simulazione. I più grandi scultori del Rinascimento e del Barocco vi si sono cimentati, producendo a volte autentici capolavori. Gran parte degli apparati effimeri delle feste venivano realizzati con questo materiale e costituivano spesso un’occasione per sperimentare soluzioni audaci e inedite che poi si potevano riproporre per imprese più durature. Le origini della cartapesta leccese in particolare, quella che ci è più vicina geograficamente, risalgono al periodo che va dal XVII al XVIII secolo, durante il quale si susseguivano gli sviluppi delle arti, legati al moltiplicarsi di chiese e monumenti. Gli artigiani, che disponevano di gusto e creatività ma non di materie pregiate, si avvalsero della capacità di modellare la carta, accompagnata da altro materiale povero come paglia, stracci, colla, gesso e pochi attrezzi, lavorando il tutto con pazienza e precisione e tramandando i segreti del mestiere.

L’uso della cartapesta è tutt’ora molto diffuso (basti pensare ai carri allegorici) ed è per Ruvo un onore partecipare all’evento con un’opera altamente significativa per quest’arte. A comunicare la lieta notizia è stata la Confraternita Opera Pia di S. Rocco nella persona del Padre Spirituale Mons. Vincenzo Pellegrini, che invita tutti, specie i concittadini attualmente residenti a Milano “a visitare la Mostra e ad incontrarci per una celebrazione comunitaria conclusiva”.

Per ulteriori informazioni e per eventualmente prenotare si può chiamare il numero 02.89420019 oppure mandare una mail a info.biglietteria@museodiocesano.it. Per tutti coloro che abbiano intenzione di andarci, magari approfittando di un weekend, un’indicazione importante: la statua resterà esposta solo fino al 9 marzo, perché nella notte tra il 19 e il 20 dello stesso mese ha un impegno a cui davvero non può mancare…

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