Gli operatori del sociale: «Bisogna far rete per aspirare al miglioramento»

Il primo passo per «avere cognizione di quanti nella nostra città, per lo più volontari, mettano a disposizione le proprie competenze per il welfare della collettività», ha detto il sindaco
Con un cambio di location dell’ultimo minuto, ieri pomeriggio a palazzo Caputi il sindaco Ninni Chieco e gli assessori Domenica Montaruli e Monica Filograno hanno incontrato gli operatori e i responsabili delle associazioni che svolgono nella nostra comunità un ruolo cruciale nel settore sociale.
É stato un momento per creare una connessione e, secondo il sindaco, il primo passo per «avere cognizione di quanti nella nostra città, per lo più volontari, mettano a disposizione le proprie competenze per il welfare della collettività».
Inizia dunque a prender vita il progetto, ampiamente sviluppato nella campagna elettorale, di rete e coesione, che consenta di espandere a tutta la comunità «la forte voglia di solidarietà dei ruvesi».
Un’impresa ardua. A dirlo é la stessa Domenica Montaruli: «Accettando l’incarico dell’assessorato alle Politiche sociali ero conscia che mi sarei dovuta muovere in una realtà complessa». Giovane ma con alle spalle una carriera come assistente sociale, considera basilari in questo ambito tanto il primato della persona, quanto quello del bene comune. Due concetti che si muovono di pari passo con la ricerca di una soluzione ai «blocchi istituzionali» che oggi attanagliano quanti si impegnano e lavorano per i più deboli della società. Guardare alle problematiche di tutta la comunità da un nuovo punto di vista é ciò che può far «aspirare al miglioramento». Si tratta di una sfida, spiega, che verrà ampliata nei prossimi incontri, andando ad approfondire le tematiche delle singole associazioni attive sul territorio.
L’assessore Monica Filograno ha sottolineato poi che «non esiste crescita culturale che non necessiti di un’emancipazione». É un diktat che ha trovato terreno fertile tra le due esponenti della giunta Chieco, da subito pronte alla collaborazione e al sostegno reciproco. La Filograno ha proseguito citando il concetto di resilenza, ovvero la capacità di far fronte in maniera positiva ad eventi traumatici, come spunto per fa crescere la comunità trasformando le fragilità e le debolezze in fonti di miglioramento collettivo.
In quest’ ottica, quindi, i prossimi eventi culturali della città saranno finalizzati a un intrattenimento che avvicini al sociale, perchè «é l’unico modo per poter comprendere e affrontare i disagi e delle sofferenze del prossimo».
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