Gli attacchi di panico

Dott.ssa Emma Quinto

«Buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 24 anni e soffro di attacchi di panico ormai da 4 anni»

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«Buongiorno dottoressa, sono una ragazza di 24 anni e soffro di attacchi di panico ormai da 4 anni.

Purtroppo queste crisi hanno limitato di molto la mia vita costringendomi in casa per un anno intero e facendomi perdere praticamente tutti i contatti con il mondo esterno, limitandomi solo a rapport con la mia famiglia e anche quelli spesso difficili e incontrollati.

Ho provato una terapia farmacologica, ma senza alcun risultato reale. Sì mi serviva per calmarmi o per controllare il momento ma poi, puntualmente mi ritrovo ad affrontare momenti devastanti. Ho sentito parlare molto di una terapia psicologica specifica, ma adesso come adesso ho difficoltà a fidarmi anche di quella.

Mi dia un consiglio dottoressa per favore. Grazie».

Buongiorno, il disturbo d’ansia è attualmente una delle patologie più diffuse, coinvolge il 10-20% della popolazione con aspetti che si riflettono a livello psico-fisico con vari sintomi somatici, tipo tensioni e dolori muscolari, disturbi gastrici ed intestinali, difficoltà respiratorie,irrequietezza ecc. ed a livello psichico difficoltà di concentrazione, problemi nel sonno, insicurezze, paure eccessive, spesso paura di impazzire.

Questi sono i sintomi più comuni, ma spesso l’ansia porta anche a quadri di maggiore sofferenza fino ad inficiare la vita della persona; il non conoscere porta frequentemente all’ansia anticipatoria per cui la paura che “mi possa venire l’ansia” di fatto l’aumenta, creando così un circolo vizioso da cui la persona viene inglobata. Ci sono terapie psicologiche associate a terapie farmacologiche che portano davvero grandi risultati.

Ma se si tratta di situazioni gestibili attraverso la struttura del pensiero, è possibile evitare farmaci e utilizzare solo un approccio psicologico specifico. Purtroppo l’ansia e gli attacchi di panico, portano ad un evitamento sociale, per paure che si insidiano in noi, paure relative al sentirsi male, a non riuscire ad affrontare la situazione di “pericolo” che il nostro pensiero costruisce.

“Basterebbe” (anche se non è così semplice) cambiare la struttura del nostro pensiero e rimpostarla su base positiva, è un lavoro che va fatto in un tempo non definibile, ma sicuramente non breve.

Siamo noi a doverci prendere cura di noi stessi e dobbiamo credere di riuscirci per riuscirci davvero. Basta volersi bene e dedicarsi il giusto tempo per prendersi cura di noi. L’ansia si cura e non crea difficoltà se siamo capaci di gestirla!

Spero di esserti stata utile,
buona giornata

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