Gli affitti delle case comunali sono troppo alti

La Redazione
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Le famiglie che abitano gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (Erp) di proprietà del Comune in vico Falcone e Borsellino, hanno fatto ricorso al Sunia e alla Cgil locale per via del costo degli affitti troppo alti.


Il Sunia e la Cgil hanno a loro volta avanzato una denuncia verbale nei confronti dei responsabili di palazo Avitaja. Sono state presentate istanze di riduzione per mensilità che in molti casi raggiungono il prezzo di abitazioni private.


Angela Garofoli del Sunia e Biagio Fracchiola della Cgil commentano: “GLi inquilini stanno pagando canoni elevati in presenza di una leggittima istanza di riduzione”. Concludono: “Questo non è giusto né trasparente. Siamo stanchi, abbiamo chiesto un incontro con il commissario prefettizio per definire bonariamente la questione, ma invano”.


Sono alloggi costruiti con finanziamenti pubblici e quindi dipendenti e regolamentati dalla legge regionale n.54/84. “Abbiamo chiesto la scheda di calcolo e oltre al fatto che non è leggibile e che non corrisponde a quanto dettato dalla legge regionale. Abbiamo anche provveduto a presentare domanda di riduzione del canone di locazione su richiesta dell’assegnatario (art 33) così come dettato dalla normativa, che prevede un canone non superiore alla misura del 10 per cento del reddito del nucleo familiare”.


Case comunali il cui canone di locazione, in alcuni casi, è superiore alle 250 euro e come se non bastasse, dall’inizio dell’anno il Comune ha richiesto anche aumenti. Prezzi troppo alti per una casa comunale a cui palazzo Avitaja dovrà rispondere facendo i conti con la legge regionale n.54/84.

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