Giulio De Leo, il teatro che parla ai bambini

L’attore e regista ruvese racconta i suoi nuovi progetti. Con un’attenzione dedita all’infanzia.
Giulio De Leo, ruvese doc, ha sempre promosso e portato in scena una sensibilità speciale, rivolta all’infanzia.
Attore di teatro, coreografo e regista, vanta una formazione davvero completa, dove lo studio e la pratica gli hanno permesso di conoscere personalità di rilievo del mondo della danza e del teatro. Dopo lunghissimi periodi di vita e attività all’estero, collaborazioni con realtà importanti del settore, di recente è tornato a Ruvo, il nostro e suo paese. Perchè gli sembrava giusto, dopo aver vissuto all’estero, portare a “casa propria” la vita che ha incontrato fuori. Questo desiderio fa nascere Menhir, la sua compagnia teatrale, e ne fa nascere un altro: parlare ai bambini, con la delicatezza della poesia della vita. Nasce così il quartetto di spettacoli dedicati alle stagioni, di cui tre centrati sull’infanzia: “Chicco Radicchio”, “Danze di Neve”, “Nina e le Nuvole”.
L’attività della compagnia teatrale trova subito “casa” presso il Liceo Scientifico “O. Tedone” del nostro paese, dove programmazione, promozione, formazione e produzione coincidono con il parlare ai ragazzi, per far maturare la cultura del teatro e della danza nel nostro territorio.
Tutto ciò nasce dall’esigenza di portare nel proprio paese di origine il proprio viaggio, invitandovi tutte le persone incontrate altrove durante le esperienze di formazione e le varie collaborazioni. Nascono così nuove collaborazioni, vero tesoro per il nostro paese.
“Il mio intento principale è quello di creare e realizzare delle proposte articolate e che abbiano senso rispetto al territorio, per un pubblico pronto”, dichiara Giulio De Leo. Che intanto porta “fuori porta” una realtà davvero preziosa: quella della sua paternità.
Il suo nuovo lavoro, infatti, è un’indagine sulla paternità. “Dear Dad”, questo il nome del suo nuovo spettacolo, che durante questo mese è stato presentato a Lecce, è un “lavoro in scena” a due voci e tre cuori: quello dell’attore De Leo, quello di suo figlio e quello del suo padre. Padre, figlio, nonno sono coinvolti in dinamiche delicate e così poco indagate dalla letteratura e dalle dimensioni teatrali e cinematografiche, contrariamente a quanto accade per la maternità. In questo possiamo certamente affermare che De Leo ha iniziato a portare in scena una rivoluzione: quella dei padri che hanno voce e danno voce ai sogni propri e dei loro figli.
Speciali, da ogni punto di vista.
Commenti
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Giulio De Leo è persona coraggiosa, sensibile, intelligente. Sapendolo degnissimo portatore di Valori, dò per scontato che il suo “Dear dad” sia un ottimo lavoro, un sostanzioso apporto alla vera cultura. Cordialmente, dunque, ad majora!








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