Giù la “barriera” di ferro e fiori. Dopo 9 anni si riapre via Morandi: è strada pubblica

La Redazione

Un contenzioso finito in Procura al centro anche dell'ultima campagna elettorale

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Andrà giù nelle prossime ore il “muro” di ferro e di fioriere poste a barriera. Si riapre via Rodolfo Morandi dopo 9 anni.
A sancire la riapertura della strada interrotta alla circolazione stradale da quasi due lustri, un’ordinanza del sindaco Ottombrini di maggio scorso che invita i responsabili che avevano promosso la causa finita in tribunale di “rimuovere entro venti giorni dalla notifica (emessa il 23 maggio scorso) gli elementi abusivamente apposti sulla carreggiata stradale di via Morandi e nel tratto più prossimo a via Spaventa per consentire la riapertura al traffico veicolare della strada per l’accesso e l’immissione in via Spaventa”.

A seguito del provvedimento emesso da palazzo Avitaja, i titolari avevano chiesto di effettuare un “sopralluogo al fine di concordare le modalità di eventuale esecuzione dell’ordinanza in oggetto nonché di voler prorogare di 20 giorni per l’esecuzione degli interventi”.
“Nel caso di mancata ottemperanza – aggiunge l’atto emesso dal Comune – si sarebbe dato corso all’esecuzione di ufficio con la rivalsa per le spese sostenute.
La proroga è stata concessa con un ordinanza del comandante della polizia municipale, Salvatore Berardi, fino al 17 luglio, disponendo allo stesso tempo di effettuare anche il sopralluogo richiesto. La verifica sul posto infatti si è tenuta nei giorni scorsi con l’intervento di vigili urbani e funzionari dell’ufficio tecnico comunale.   

La questione di via Morandi si è protratto per circa una decina d’anni. Un contenzioso tra Comune e privati che lamentavano la proprietà del tratto di strada, finita oltre che al Tar anche sul tavolo della Procura di Trani. Un braccio di ferro per capire se quel tratto di strada fosse pubblico o privato che ha toccato anche le ultime campagne elettorali.

Una montagna di carte bollate, avvocati e polemiche, con i cittadini residenti nei condomini lungo la strada alle prese con disguidi per i parcheggi, per l’interruzione stradale, raccolte firme e contrasti. In queste ore sono partiti i lavori di smantellamento.      

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Commenti

  • Nicola Rutigliano (utente non verificato)

    Finalmente si chiude un’altra pagina oscura della collettività ruvese. Di vicende analoghe ne abbiamo a fiumi. Alcune ricadono nella sfera pubblica e quindi sono a carico della collettività, altre ricadono nella sfera privata e quest’ultime sono purtroppo a carico dei privati. Le parole magiche sono : ” si rilascia concessione edilizia …..fatto salvi i diritti dei terzi”. Come a dire siete sicuri della richiesta? Diversamente sono fatti vostri…Ed è così che accade che un bel giorno viene autorizzata la costruzione di un edificio con balconi che occupano l’area del tuo giardino, oppure che il proprietario di un piano rialzato, per aprire la persiana è costretto a superare una siepe di altrui proprietà. Non sarebbe meglio approfondire tecnicamente prima di concedere autorizzazioni ed essere garanti dei cittadini. Abroghiamo quelle paroline e sostituiamole con ti autorizzo per legge.

  • rebus (utente non verificato)

    Quasi dieci anni, perché si decidesse quello che la ragione ha urlato da subito: e cioè, che quella era una pubblica via che nessun signorotto locale poteva permettersi di mutare in un parcheggio privato. L’ho pensato incacchiato come una iena tutte le sante volte in cui sono stato costretto a un’affannosa e guardinga manovra per uscire in retromarcia dalla stretta morsa del parcheggio a spina di pesce, sotto la scritta all’angolo che, beffarda, continuava a qualificare come “via” quello che era di fatto era ormai un vicolo cieco.