Giornata Internazionale del Jazz, Pino Minafra parlerà di banda all’Università degli Studi di Bari

La Redazione

​Questo pomeriggio, alle 16, il direttore del Talos Festival parlerà della banda, fra tradizione e innovazione, durante una giornata di studi on line dal titolo “Jazz, folk e tradizioni popolari”

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Oggi è la Giornata internazionale del Jazz, istituita nel 2011 dall’Unesco per celebrare la musica che unisce popoli e culture diverse; la musica nata dalla rabbia, dal dolore, dall’anelito di libertà degli schiavi nelle piantagioni del Nord America; la musica della pace.

Per celebrarla, il Gruppo di studio sulla Cultura Pop e il Cutamc del Dipartimento di Lettere, Lingue, Arti, Italianistica e Culture comparate dell’Università degli Studi di Bari organizzano oggi, alle 16, la giornata di studi dal titolo “Jazz, folk e tradizioni popolari”. 

L’incontro si terrà sulla piattaforma Microsoft Teams (il codice team per accedere è 2ko35je; se non si ha un account Uniba ai fini dell’inserimento nel Team, inviare una mail all’indirizzo: pierpaolo.martino@uniba.it).

Dopo i saluti del rettore Stefano Bronzini e del direttore di Dipartimento Davide Canfora, il seminario, moderato da Mario Cardona, proseguirà con gli interventi di Roberto Ottaviano (Conservatorio “N. Piccinni” di Bari) che parlera di “Presenze della tradizione colta e popolare nel jazz inglese”; Ugo Sbisà, critico de La Gazzetta del Mezzogiorno e docente al Conservatorio barese che relazionerà su “Jazz e folk russo”; Pino Minafra, trombettista e direttore del Talos Festival, che parlerà de “La banda: tradizione e innovazione”. Seguiranno Pierpaolo Martino (Università di Bari) con “Scrittura postcoloniale di Charlie Haden: tra folk e free”; Fabrizio Versienti, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, con “Jazz e World Music”. Concluderà Koblan Amissah (Abusuan) con “Jazz e Africa: una testimonianza”.

Ancora una volta la banda, prezioso patrimonio del Sud, la voce del Mezzogiorno che soffre e spera, è al centro degli appassionati interventi di Minafra, il cui nome compare nel prestigioso “Dizionario del Jazz” di Philippe Carles, André Clergeat e Jean-Louis Comolli.

 

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