Giacomo Rubini riporta in auge la tecnica flambé

La Redazione

Il maitre ruvese, maestro di sala del Grand Hotel Astoria di Grado, in Friuli-Venezia Giulia, ne parla in un articolo apparso venerdì sul quotidiano “La provincia”

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Giacomo Rubini è un maitre di origini ruvesi. Lavora come maestro di sala nel prestigioso Grand Hotel Astoria di Grado, in Friuli-Venezia Giulia. Di lui, e di suo fratello Vincenzo, ci siamo già occupati tempo fa. Oggi torniamo a farlo perchè, reduce dalla vittoria assoluta nella "Flambé world competition", Rubini rilancia questa tecnica come un must dei menù dell'estate 2016. Ne parla anche sul quotidiano La provincia, in un articolo pubblicato ieri a cura di Vera Fisogni.

La cottura "alla fiamma" era di gran moda nella Bella Epoque, perchè simbolo di lusso ed esclusività. Si racconta che il primo a utilizzare la lampada sia stato Henry Charpentier nel 1895 a Montecarlo per preparare delle crepes a Edoardo VII, futuro re d'Inghilterra, giunto al Café de Paris a tarda sera quando le cucine erano già chiuse.

 «Non solo fa scena, ma riesce a trasformare gli ingredienti poveri in piatti memorabili», ha spiegato Rubini al giornale. E per dimostrare questa tesi propone la ricetta delle "Sarde al settimo cielo" con maccheroncini e pomodorini aromatizzati, che già dal nome fa presagire tutta la sua bontà. Bontà che conosceva bene anche Clara Agnelli, sorella primogenita di Gianni e Umberto, morta lo scorso luglio. Questo piatto, creato dal maitre ruvese insieme all'executive chef Manuel Picco, era uno dei suoi preferiti quando si recava al Grand Hotel durante le sue lunghe permanenze a Grado insieme al marito, il conte Giovanni Nuvoletti.

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