Foibe, contromanifestazione di Prolet

L'associazione contesta la Giornata del ricordo e oggi spiegherà le sue ragioni
Oggi, 10 febbraio, si ricorda il massacro delle foibe, le cavità carsiche sul fronte italo-slavo in cui furono gettati a migliaia, tra soldati e cittadini, nelle fasi finali del secondo conflitto mondiale.
La Giornata del ricordo, istituita dallo stato italiano nel 2004 sarà al centro di un evento di Prolet, dal titolo “E allora le foibe?“.
L’incontro alle 19 nella sede in via tenente colonnello Fiore 24, spiega Prolet, è stato ideato «per provare a vedere quanto c’è di fondato e quanto di totalmente falso rispetto alle vicende storiche del confine orientale durante la Seconda guerra mondiale».
«Abbiamo intenzione – spiegano dall’associazione -, coadiuvati da alcuni giovani studenti universitari di storia, di ristabilire la verità storica e di ricostruire gli scenari internazionali e territoriali ignorati volutamente, e volutamente manipolati, da chi si fa promotore, con un appoggio politico consistente che va dall’estrema destra fino al centrosinistra, di visioni storiche talvolta distorte talvolta inventate di sana pianta».
«Noi ricordiamo tutto, ricordiamo i massacri perpetrati dai fascisti repubblichi, alleati dei nazisti, in Libia, in Etiopia, in Grecia ed in Jugoslavia» puntualizza Prolet. Che si scaglia contro «la retorica e l’operazione politica» della legge che lo ha istituito la ricorrenza «frutto malato del peggior revisionismo storico».
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