Fiamma Tricolore: «Ruvo, dal 1946 al 1986 fucina di politica, sviluppo e cultura»

Onofrio Jannuzzi (senato.it, CC BY 3.0 IT , via Wikimedia Commons); Attilio Busseti (senato.it, CC BY 3.0 IT , via Wikimedia Commons); Aldo Moro (Public domain, via Wikimedia Commons); Gianni PellicaniI -(dati.camera.it, CC BY-SA 4.0 , via Wikimedia Commons)
Un periodo florido per la città, secondo Paparella, perché chi sedeva in Parlamento o era al Governo provava autentico interesse per il benessere delle cittadine e dei cittadini
Francesco Paolo Paparella, coordinatore cittadino del Movimento sociale Fiamma Tricolore sez. “Gabriele D’Annunzio” di Ruvo di Puglia, in una nota scrive dello stretto rapporto tra politici e territorio ruvese nel quarantennio 1946-1986. Un periodo florido per la città, secondo Paparella, perché chi sedeva in Parlamento o era al Governo era autenticamente interessato al benessere delle cittadine e dei cittadini. Come esempi, presenta quattro figure di spicco della politica nazionale.
«Ci fu un tempo – si legge – in cui a Ruvo di Puglia esisteva la politica, non l’arroganza. Era una politica fatta di confronto, di rappresentanza e di risultati concreti.
In quegli anni si eleggevano senatori e deputati capaci di portare la voce del territorio nelle istituzioni; i ministri venivano a verificare il lavoro svolto e la città cresceva grazie alla cultura, al lavoro, all’imprenditoria e al senso delle istituzioni.
Vorrei richiamare all’attenzione dei cittadini ruvesi alcuni esempi di ciò che significava avere una rappresentanza politica efficace:
- Sen. Onofrio Jannuzzi: realizzazione delle cantine e oleifici sociali (elaiopolio), della Daltex, seconda azienda europea per la produzione di abiti, e della ferrovia Bari Nord;
- On. Aldo Moro: realizzazione del ponte della “Magna Grecia”;
- Sen. Avv. Attilio Busseti: finanziamenti per la zona industriale, la scuola Bartolo di Terlizzi, la scuola media Giovanni XXIII e la rete idrica per le zone più alte della città;
- On. Giovanni Pellicani: opportunità di occupazione negli enti pubblici, soprattutto nel settore sanitario.
Al di là delle diverse appartenenze politiche, ciò che contava era la capacità di ottenere risultati concreti per Ruvo di Puglia.
Per quanto riguarda gli anni successivi, preferisco non entrare nel merito dei singoli protagonisti. Mi limito a constatare che, a mio giudizio, la qualità della rappresentanza politica è progressivamente diminuita, con conseguenze che ancora oggi pesano sul nostro territorio.
La nostra città è cresciuta soprattutto grazie alla tenacia dei suoi cittadini: ai contadini con il frutto del loro lavoro, agli operai, ai dipendenti, agli imprenditori, agli operatori ecologici, ai professionisti e a tutti coloro che, con sacrificio quotidiano, hanno costruito il benessere della comunità.
Basta osservare molte città vicine per comprendere come una sana competizione politica abbia spesso consentito di eleggere rappresentanti autorevoli, capaci di ottenere risorse, servizi e opportunità per il proprio territorio.
A Ruvo di Puglia, invece, l’arroganza, lo scontro ideologico, la contrapposizione verso chi produce ricchezza, il settarismo politico, la mancanza di obiettivi concreti e una politica troppo spesso lontana dai bisogni reali hanno finito per impoverire il dibattito pubblico, indebolire la cultura civica e far perdere fiducia nelle istituzioni.
È anche per questo che molti cittadini hanno smesso di considerare il voto come uno strumento capace di cambiare realmente le cose.
Desidero quindi rivolgere un sincero e profondo ringraziamento a tutti i cittadini di Ruvo di Puglia che, con il loro lavoro, il loro sacrificio e la loro caparbietà, hanno permesso alla nostra città di crescere e di continuare a esistere con dignità.
A loro va il mio più sentito grazie».
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