Fiamma Tricolore: «Lavori alla scuola media Cotugno senza il parere della soprintendenza»

La Redazione

«La prova finale di tanta inettitudine, è il rinvenimento in loco (ancora oggi opportunamente occultato alla popolazione), di una tomba paleolitica, contenenti i resti di una infante e relativo corredo funerario».

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Una notizia “ooportunamente occultata”, scrive in una nota la sezione ruvese di Fiamma Tricolore a proposito del ritrovamento di una tomba paleolitica durante gli scavi per i lavori di costruzione della palestra alla scuola media “Cotugno”. Lavori che, sempre secondo Fiamma Tricolore, sono stati avviati senza il parere preventivo della Soprintendenza ai Beni Archeologici. Di seguito il comunicato firmato dal coordinatore cittadino Francesco Paparella.

Ruvo di Puglia, lavori per la realizzazione della palestra presso la scuola media statale “Domenico COTUGNO”, in assenza del parere preventivo della soprintendenza ai beni archeologici. ritrovamento archeologico di età Paleolitico.

In occasione del P.I.R.P. inerente la costruzione di una palestra a servizio della scuola media statale  “Domenico COTUGNO”, si è avuta ancora una volta la prova  della profonda disarticolazione tra progettista incaricato e forze politiche che amministrano la città, con il forte sospetto che tali incarichi vengano decisi a livello politico apicale in sedi regionali o centrali.

Nei fatti, il progettista, che è stato “affiancato” dall’Ufficio Tecnico Comunale, ha agito in maniera molto “autarchica”, in quanto ha dato inizio alla fase esecutiva dell’opera ancor prima che venissero applicati i dettami normativi previsti dalle Leggi statali. Nello specifico del progettato, infatti, appare la totale assenza del parere preventivo della Soprintendenza Archeologica – art. 28 comma 4 L. 42/2004. In materia di lavori pubblici il suddetto parere preventivo è previsto dalla legge 109/2005 artt.2-ter-, 2-quater- 2-quinquies-, nonchè del successivo Codice Appalti del D.LGS. 163/2006 artt. 95 e 96;

Stupisce molto, a questo punto, che in un abitato di comprovata e notoria rilevanza archeologica qual’è quello di Ruvo di Puglia, si continui a perseverare nell’ignorare le Leggi delle Stato.

La siffatta negligenza (complice anche la Soprintendenza ai Beni Archeologici), ha portato, in questo caso, al fermo dei relativi lavori, nonché alla consequenziale e dispendiosa redazione di una variante, con acclarati ritardi nell’ultimazione dei lavori.

La prova finale di una siffatta e disastrosa inettitudine, è il rinvenimento in loco (ancora oggi opportunamente occultato alla popolazione), di una tomba paleolitica, contenenti i resti di una infante e relativo corredo funerario, giudicata di altissimo interesse dai paleontologi ed antropologi, attesa l’estrema rarità di tali ritrovamenti (forse il secondo caso in Europa).

Si comprende bene come sia stata usata la massima scelleratezza in tale frangente, in quanto una simile scoperta, mirabilmente divulgata, avrebbe dovuto portare, prima dello svuotamento della tomba, alla chiamata dei ricercatori in paleontologia ed antropologia, che avrebbero avuto modo di esaminare accuratamente il tutto, onde focalizzare le varie ipotesi che scaturiscono  allorquando si rinviene  una  tomba unica nel suo genere che avrebbe potuto essere al centro del particolare contesto sociale dell’epoca  primordiale. In tal modo, così sciaguratamente affrettato, non si è dato modo agli studiosi e ricercatori mondiali di poter progredire nella propria conoscenza scientifica, privando contestualmente questa cittadinanza di una grande opportunità che l’avrebbe fatta degnamente balzare sul palcoscenico della cultura mondiale nel campo della paleontologia ed antropologia.

Un’attenta Amministrazione, veramente attenta allo sviluppo del proprio prestigio, si sarebbe dovuta attivamente operare per far confluire in Ruvo di Puglia, (seppur sobbarcandosi le dovute spese di vitto ed alloggio), gli studiosi della materia, invece si è assistito per l’ennesima volta all’ennesima violenza a svantaggio della cittadinanza, mercè la perpetrazione di un vero e proprio scippo che ha visto partire i propri reperti per altre città limitrofe, senza più avere alcuna certezza in ordine alla sorte finale di quanto rinvenuto.

Alla luce di quanto sopra si chiede a codeste spett.li Autorità in indirizzo di volersi attivare, per quanto di rispettiva competenza, affinché vengano attivate tutte le misure in danno dei responsabili dell’intero procedimento.
Contestualmente, la scrivente parte politica propone l’emissione, in tempi alquanto brevi, di un piano di salvaguardia, conservazione, manutenzione, recupero e restauro, il tutto finalizzato alla fruibilità del sito, ferma restando la realizzazione della palestra scolastica, la quale potrebbe essere ugualmente realizzata attraverso una soluzione architettonica, onde salvaguardare l’ipogeo.

Si resta in attesa di cortese riscontro, nel limite i temporale previsto dalle leggi.

Con deferenza.

RUVO DI PUGLIA, lì 01 ottobre 2012
Movimento Sociale Fiamma Tricolore
il coordinatore cittadino
Francesco Paolo PAPARELLA

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Commenti

  • Serpico Due (utente non verificato)

    Chi diavolo se ne fotte delle tombe, costruite velocemente la palestra che i ragazzi hanno una attivita’ motoria vicino allo zero

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    Il contenuto della lettera si commenta da sé. Quanti preziosi reperti sono svaniti alla volta di chissà quali lidi, immolati sull’ara del dio soldone, in ossequio alla cultura della ciccia? Decisamente, non meritiamo le antiche radici che abbiamo, che TUTTI dovremmo onorare.

  • erminio ottone (utente non verificato)

    L’attività motoria dovrebbero farla soprattutto fuori dalla scuola… magari evitando di accompagnarli in macchina fino sotto al banco.

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    Quasi suscita tenerezza, il candore, l’apoteosi dell’ignoranza intesa nell’accezione più ampia. Vista la mancanza di parcheggi, perché non adibire la Cattedrale ad autosilos, nel contempo creando nuovi posti di lavoro (s’intende, senza intervenire nel retrostante giardino…)? E quegli ingombranti torrioni aragonesi, quel ‘grastume’ del Museo Jatta, aaah!

  • murgiano ruvese (utente non verificato)

    Perchè questa così attenta amministrazione dovrebbe preoccuparsi e scervellarsi per concretizzare nuove forme di così difficile cultura? Basta autorizzare i concerti presso i bar del paese e la cultura è servita!!!

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    AAAaajax, linguaccia murgiana ruvese! Piuttosto, pensa che presto il tuo esigente e raffinato palato musicale potrà bearsi delle note d’una “fondazione”. Mi vado spiegando sempre più e meglio perché, a simboleggaire Ruvo, non è la civetta peuceta della moneta della città stato Rhys.