Festa a Terlizzi per Luca Mazzone. Le immagini

La Redazione

Sul palcoscenico allestito in piazza Cavour anche il sindaco di Ruvo Pasquale Chieco. «Non vedo l’ora che anche noi ruvesi ci incontriamo per rendergli l’omaggio che merita», scrive poi su fb

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E’ arrivato accompagnato dalla banda cittadina che ha intonato “We are the champions” e scortato dai mini-vigili di fresca investitura. Sul palcoscenico allestito sabato sera in piazza Cavour a Terlizzi con cinque grandi cerchi olimpici interamente composti dai fiori cittadini, ad attenderlo c’erano le autorità, i suoi sponsor, gli amici di sempre, mentre dalla torre dell’orologio si è srotolato un grande tricolore di 12 metri. Così ha avuto inizio la festa in onore di Luca Mazzone, campione di handbike, tornato dalle competizioni di Rio de Janeiro con al collo due medaglie d’oro e una d’argento.

Negli interventi che si sono susseguiti, intervallati dalle proiezioni video che hanno ripercorso non solo le ultime imprese brasiliane ma un po’ tutta la storia sportiva dell’atleta – iniziata con il nuoto – le testimonianze di chi lo ha seguito in questi anni di sacrifici, in primis il suo sponsor Nino Barile della “Barile flowers”. Una carrellata di contributi e aneddoti che hanno condotto fino al momento clou: l’intonazione dell’inno di Mameli e la premiazione con una targa da parte del sindaco Ninni Gemmato a nome e ringraziamento di tutta la città.

«Quando parliamo di disabilità, pensiamo alla rampa per disabili. Luca è riuscito a cambiare il senso di questa espressione: la rampa per lui è quella di lancio verso un glorioso futuro di successi. E’ riuscito a trasformare un handicap in un’opportunità. Abbiamo tanto da imparare da lui», le parole del primo cittadino terlizzese.

«Riduttivo parlare di un grande atleta. Luca è un grande uomo che brilla di luce propria. Ogni volta che ho ricevuto una sua telefonata è stato perché aveva da chiedermi non qualcosa per sè ma un aiuto per qualcun altro» le parole dell’assessore allo Sport Marina Cagnetta.

Non è un caso, infatti, che – come ha ricordato l’amico Renato Brucoli dal palcoscenico -, Luca abbia deciso di mettere all’asta la maglia che indossava a Rio per la causa di Felice Guastamacchia, il bimbo affetto dalla sindrome di epidermolisi bollosa per cui in molti si stanno attivando con iniziative di solidarietà. «Altro episodio che posso citare? La prima cosa che Luca ha fatto tornato in patria è stata mettere al collo dei suoi due sindaci le sue sudate medaglie, a dimostrazione del suo altruismo e della sua estrema generosità», ha continuato Brucoli. Un episodio confermato anche dal primo cittadino di Ruvo, Pasquale Chieco, anch’egli intervenuto alla manifestazione. «Ci siamo emozionati in tanti in quella piazza per Luca Mazzone – ha scritto ieri Chieco sul suo profilo facebook. «Questo campione, che ha determinazione e forza e capacità di sacrificio tali da arrivare sulla vetta del mondo e guardare tutti dall’alto, è anche un uomo di grandissimo spessore morale, schivo e generoso; un esempio per tutti». E annuncia un’analoga iniziativa anche nella nostra città: «Non vedo l’ora che anche noi ruvesi ci incontriamo per rendergli l’omaggio che merita e per progettare occasioni di testimonianza e di educazione alla vita, specie per i più giovani».

Al termine della manifestazione terlizzese, un vero e proprio bagno di folla per l’atleta e il momento degli autografi e delle foto con i tanti che non vedevano l’ora di abbracciare e salutare di persona il proprio campione. «Che posso dire? Un sogno che si è realizzato – ha detto Luca Mazzone, che ha voluto la madre accanto a sè sul palco per tutta la durata della manifestazione -. Da piccolo guardavo le immagini di Mennea che vinceva con la maglia dell’Italia e il dito puntato al cielo. Così ho deciso che volevo vincere anche io. E ce l’ho fatta!».

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