Ferrotramviaria e Adisu, vuoto intorno alle proposte degli studenti: «Dal 12 luglio solo parole»

Lucia M. M. Olivieri

Non risulta ancora accolta, nel bando per l’assegnazione delle borse di studio, la variazione della tabella dei comuni “fuori sede”. Monta la rabbia dei ragazzi di Andria, Corato e Ruvo, costretti a viaggi interminabili

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Tempo fa avevamo già parlato della proposta avanzata, secondo tutti a buon diritto, dagli studenti universitari dei nostri comuni di rivedere le tabelle per l’assegnazione delle borse di studio. Per alleviare in parte i disagi derivanti dal raddoppiamento dei tempi di percorrenza per gli studenti universitari dopo il disastro del 12 luglio e l’interruzione, ad oggi ancora in vigore, della linea tra Andria e Ruvo, era partita proprio da alcuni di loro la proposta di essere considerati, almeno per l’anno accademico 2016/17, fuori sede secondo i criteri stabiliti dall’Adisu, l’Agenzia regionale per il diritto allo studio universitario.

Tuttavia, l’Adisu aveva fatto sapere di non potersi impegnare per il corrente anno accademico, per il quale il concorso per le borse di studio era già stato espletato, ma di impegnarsi a risolvere la vicenda per il 2017/2018.

Ebbene, è proprio di questi giorni la notizia che questo impegno non sarà assunto con sicurezza, ma rimane ancora allo stato di ipotesi: infatti il 9 giugno è stato approvato in Cda Adisu Puglia il bando “Benefici e servizi” 2017/18, in cui la proposta non risulta accolta, ma rimandata a successive discussioni, secondo quanto riportato dal sindacato studentesco Link Bari.

«Dopo 11 mesi, nessuno ha risolto nulla – commenta amaramente Sebastiano, all’ultimo anno di Ingegneria -, né politici né tecnici. E dire che tutti hanno speso tante parole quando il disastro ha tolto la vita ai tanti nostri coetanei, agli studenti: ma poi? Il vuoto cosmico rispetto alle promesse. Sono sicuro che prima o poi scapperà l’incidente autostradale grave a qualche studente che come me e altri amici viaggia con il car sharing, e forse solo allora si ritornerà a parlare di noi! Anzi, mi preme ringraziare gli amministratori del gruppo Facebook, altrimenti non so come avremmo fatto».

Ricordiamo infatti che dallo scorso ottobre gli universitari che si recano quotidianamente a Bari da Andria impiegano da un’ora e 45 minuti a du ore e 15 minuti, a seconda dei momenti della giornata: fino allo scorso anno accademico, con tempi di percorrenza pari a circa un’ora, l’Adisu considerava gli andriesi “studenti pendolari” per la sede di Bari, insieme ai colleghi di Barletta, Bisceglie e Trani e ai residenti nei comuni della provincia di Bari entro i 60 km circa.

Ora la situazione, dopo la tragedia del 12 luglio e l’attuazione del nuovo orario per le norme di sicurezza dettate dall’Ansf, è molto peggiorata: la proposta, dunque, se accettata, prevederebbe la possibilità di usufruire di borse di studio raddoppiate nel loro importo, per consentire di pagare l’affitto delle abitazioni a Bari e non dover trascorrere un tempo, giudicato ormai davvero eccessivo, sui mezzi di trasporto invece che a studiare. Questo ragionamento potrebbe essere applicato anche agli studenti di Corato e Ruvo, per esempio, anche loro penalizzati.

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