Fatone (Udc): «Tecnocrati e speculatori vogliono l’abbattimento del Politeama»

La Redazione

In sei punti le motivazioni espresse nel Consiglio comunale del 25 luglio.

0 commenta

Al dibattito che si è acceso da qualche settimana circa il via libera da parte dell’Amministrazione comunale all’abbattimento dell’ex cine-teatro Politeama, si aggiunge l’intervento del dott. Saverio Fatone del gruppo consiliare dell’Udc, che riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Caro direttore,
da più parti mi si chiedono le motivazioni per le quali i consiglieri comunali dell’UDC e della lista civica “Fatone per Ruvo” hanno espresso voto contrario all’abbattimento del Cine-teatro Politeama; approfitto della sua cortesia e dell’ospitalità della testata da lei egregiamente diretta per spiegare le ragioni di una opposizione ferma e decisa a tale provvedimento. Quello che è stato approvato la notte del 25 luglio 2006, nel Consiglio Comunale di Ruvo di Puglia, non è il frutto di decisioni politiche, a cui sarebbe andato il nostro rispetto, bensì la sintesi tra la burocrazia tecnocratica del nostro Comune e la propensione speculativa dell’attuale società! Alla luce delle motivazioni, qui di seguito riportate e inserite nella delibera del provvedimento come parte integrante, è intenzione del sottoscritto e delle segreterie dei partiti di riferimento, portare avanti delle azioni tali che la ragione e l’interesse dei cittadini di Ruvo possa prevalere sul resto.

1. La trasformazione edilizia, abbattimento del cine-teatro Politeama e ricostruzione per garages, negozi e appartamenti per civili abitazioni, non appare conforme a quanto disposto dalle Norme Tecniche Esecutive del Comune di Ruvo di Puglia riferite alla zona A1 nel quale l’immobile è ubicato in quanto l’intervento di pura speculazione edilizia comporta l’aumento di alcuni parametri come la superficie utile, il numero dei piani fuori terra e interrati e i prospetti.

2. La trasformazione edilizia risulta in contrasto con le Norme Urbanistiche previste dal PRG del Comune di Ruvo di Puglia, cui deve conformarsi per l’art. 7 della legge n. 1150 del 1942; attualmente in contrasto con il vincolo storico, paesaggistico a cui il Cinema Teatro Politeama è sottoposto: infatti esso è ubicato nella Zona Territoriale Omogenea A1 del vigente PRG, “area urbana di valore storico ambientale”. Pertanto sono ammessi solo interventi di manutenzione ordinaria e strordinaria, di restauro e di risanamento conservativo (ex art. 3 I, legge 457/78). Il progetto presentato consiste nella demolizione completa di tutto l’organismo edilizio esistente, per realizzare un nuovo edificio assolutamente e totalmente diverso dal precedente, se non per volumetria e sagoma, eliminando di fatto l’interesse storico, ambientale ed architettonico dell’immobile, violando così del tutto l’obbligo di tutela e salvaguardia previsto perentoriamente dalle Norme Tecniche Esecutive della relativa zona.

3. L’art. 4 del Decreto Ministeriale n. 1444 del 02/04/1968 dispone che, per le zone “A”, “L’amministrazione comunale, qualora dimostri l’impossibilità – per mancata disponibilità di aree idonee, ovvero per ragioni di rispetto ambientale e di salvaguardia delle caratteristiche, della conformazione e delle funzioni della zona stessa – di raggiungere le quantità minime di cui al precedente art. 3, deve precisare come siano altrimenti soddisfatti i fabbisogni dei relativi servizi ed attrezzature”. La trasformazione edilizia in questione, da Cinema Teatro a stabile per Uffici, Civili Abitazioni, Negozi e Garage, comporta nella zona di ubicazione un aumento del carico urbanistico e di qui la necessità di conservare il corretto equilibrio tra aree private ed aree destinate a servizi pubblici nella zona interessata, al fine di garantire uno sviluppo ordinato della zona stessa. Il provvedimento, che si sta per approvare, non prevede in alcun modo la precisazione e l’individuazione del soddisfacimento dei fabbisogni dei relativi servizi ed attrezzature.

4. L’area ceduta, come standard, dalla proprietà dello stabile, situata perifericamente rispetto al centro abitato, e per niente adiacente alla zona interessata dalla trasformazione edilizia, come prevede la legge, sembra gravata da vincolo archeologico oltre che da un valore di gran lunga inferiore rispetto al valore intrinseco delle aree che avrebbero dovuto essere cedute nella Zona omogenea “A1”, pertanto di nessun vantaggio per la Pubblica Amministrazione.

5. Il presente provvedimento non libera il Comune di Ruvo di Puglia da eventuali condanne o obblighi a pagare penali rivenienti dal mancato rispetto del contratto tra la stessa proprietà dell’immobile e il Comune stesso per l’acquisto dello stabile a suo tempo pattuito con preliminare.

6. Essendo un provvedimento che consente solo speculazione edilizia con nessun vantaggio alla Comunità, oltre a provocare gravi danni all’ambiente della città, all’architettura della zona, praticamente centro storico, ed alla storia e alla cultura di Ruvo di Puglia, si propone al Sindaco il ritiro del provvedimento in autotutela tramite nuova convocazione del Consiglio Comunale!

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!