Ex preside del Liceo “Tedone” accusata di maltrattamenti a scuola.

La Redazione

I sostituti procuratori Renato Nitti e Roberto Rossi hanno chiesto gli arresti domiciliari per la 61enne dirigente scolastica.

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Era passata anche dalle parti di Ruvo. Ci sono ex alunni del Liceo Scientifico “O. Tedone” che ancora la ricordano. Francesca Gelao, nell’anno scolastico 1996-97, è stata preside dell’istituto ruvese. Oggi, la prof.ssa Gelao è sotto i riflettori della cronaca nazionale perché accusata di maltrattamenti, abuso d’ufficio e interruzione di pubblico servizio.


Dal quotidiano “La Repubblica”, si apprende che “la preside avrebbe aggredito verbalmente i docenti ed il personale amministrativo dell’istituto tecnico di Bitonto che ha guidato sino all’estate del 2005. Con atteggiamenti di continua insofferenza e ostilità, avrebbe intimorito gli studenti, spesso costringendoli anche a cambiare scuola”.


L’inchiesta giudiziaria è partita in seguito alle numerose denunce presentate dai genitori degli alunni e dai docenti della scuola bitontina. I sostituti procuratori Renato Nitti e Roberto Rossi hanno chiesto gli arresti domiciliari per la 61enne dirigente scolastica o, in alternativa, la sospensione dal servizio per due mesi. Ma il gip Vito Fanizzi, pur riconoscendo i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari, non ha accolto la richiesta perché i fatti contestati sono precedenti al maggio del 2006 e rientrano, quindi, nell’indulto.


Accusa per accusa, ci sono fatti precisi e circostanziati che le denunce hanno messo in rilievo. I maltrattamenti, ad esempio, si riferiscono agli atteggiamenti della preside nei confronti degli alunni (un giorno aveva fatto irruzione in un’aula durante un’assemblea di classe e aveva scaraventato fuori gli zaini dei ragazzi) e dei suoi collaboratori che non lesinava di apostrofare come “cretini” o “incompetenti”. L’interruzione di pubblico servizio è relativo invece al rifiuto di aprire la sede distaccata dell’istituto prendendo a pretesto dei lavori di ristrutturazione.


Il reato di abuso d’ufficio, infine, le è stato contestato perchè la preside avrebbe proceduto alla nomina di personale tecnico, adottando criteri puramente soggettivi penalizzando così chi aveva più titoli e requisiti per ricoprire il posto di lavoro. I reati, descritti nella richiesta di ordinanza di custodia cautelare, sono stati contestati a Francesca Gelao in un interrogatorio davanti al gip Vito Fanizzi, ma lei ha scelto il silenzio avvalendosi della facoltà di non rispondere. Le indagini dei sostituti procuratori Nitti e Rossi, ora, non sono concluse, perché altri esposti, altre denunce sono arrivati sulla scrivania della Procura.

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