Era già successo nel 1986. Uno dei manovratori era Pasquale Abbasciano, morto nell’incidente del 12 luglio

La Redazione

L’uomo si gettò per terra avvertendo i viaggiatori in attesa sul marciapiede

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«Non era mai accaduto prima». Lo abbiamo sentito dire tante volte dallo scorso tragico 12 luglio. Purtroppo, però, non è vero.

L’incidente

Trent’anni fa, il 10 dicembre 1986, nella stazione di Corato, si è verificato un altro incidente: un impatto frontale tra due vagoni in arrivo sul secondo binario e un terzo fermo.

A ricordarlo, da Andria, è l’associazione di volontariato “Io ci sono!”, che riporta la testimonianza di Daniela Recchia, all’epoca 25enne, rimasta ferita nell’impatto e che ancora oggi conserva il drammatico ricordo di quella brutta esperienza.

La testimonianza

«Quel giorno ero sul treno con mia madre per recarmi a Bari», racconta la signora Recchia. «Ci schiantammo a tutta velocità contro un vagone fermo in stazione. Per fortuna fermo. Non ci furono morti, penso, proprio perché l’altro treno era fermo. Ma tanti, tanti feriti, alcuni gravi, me compresa, me la cavai con un taglio sulla fronte e un ginocchio gonfissimo.

Ma allora non c’era internet e la cosa venne messa a tacere. Mai avuto nemmeno un biglietto di scuse, mai saputo perché accadde, mai avuto una spiegazione. Mi sono portata dietro per anni uno shock postraumatico, perché non si può immaginare quello che si prova in quei momenti, né si può descrivere. Ma non sono un po’ troppi due incidenti del genere?» conclude.

Una domanda «lecita quella di Daniela», commentano dall’associazione, che «anche gli inquirenti in queste ore si stanno ponendo. Nel 1986 non venne aperta un’inchiesta, che ci risulti neanche interna, o almeno non se ne ebbe notizia».

La tragica coincidenza

«Il Barletta-Bari prima di raggiungere il capoluogo si è fermato nelle stazioni di Andria e Corato dove viene aggiunto un vagone. La gente è in attesa sul marciapiede e il treno entra in stazione a velocità probabilmente superiore a quella consentita per la fermata (20-30 chilometri orari all’ingresso della stazione).

Il macchinista, Gaetano Robles, 55 anni, si accorge di non essere in grado di frenare. Dal finestrino con la mano avvisa il manovratore, Pasquale Abbasciano, 31 anni, di spostarsi.

Quest’ultimo si getta per terra avvertendo i viaggiatori in attesa sul marciapiede. L’impatto fra motrice e vettura in sosta è violento, i finestrini vanno in frantumi, le schegge colpiscono i passeggeri. È il panico». Questo il racconto de La Gazzetta del Mezzogiorno il giorno successivo (il cui articolo riportiamo integralmente nella gallery, ndr). Per un tragico scherzo del destino, Abbasciano, che con quel gesto coraggioso probabilmente ha salvato molte persone, era uno dei macchinisti dei treni scontratisi martedì scorso e ha perso la vita nelle campagne fra Andria e Corato. A fine anno sarebbe andato in pensione.

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