Emporio Solidale, la competenza degli studenti dell’Itis “Jannuzzi” per la solidarietà

Luci M. M. Olivieri

​Gli studenti della 5^A – Informatica, supportati dalle docenti Silvia Bonsi e Antonia Gissi, hanno creato un sistema per gestire donazioni e richieste attraverso un sito dedicato​

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Una dimensione fortemente “umana” di servizio per i più deboli: così, nei mesi passati, la 5^A informatica dell’Itis “Jannuzzi” di Andria, composta da studenti di Andria, Corato, Trani, Minervino e Ruvo di Puglia, ha sperimentato la bellezza del mettere a disposizione competenze di alto livello per aiutare il prossimo. L’occasione è partita da una necessità legata all’emergenza Coronavirus: se da un lato è aumentata drammaticamente la richiesta di aiuti in tutte le città del territorio, allo stesso modo è esplosa la solidarietà a tal punto da obbligare la rete cittadina ruvese “Diamoci una mano” a una riorganizzazione interna.

Poco più di un mese fa, è nato così LegAmi, un progetto che mette al centro la solidarietà grazie all’impegno di tanti volontari che curano la gestione delle derrate alimentari e dei beni di prima necessità nella città di Ruvo di Puglia. Un sistema di controllo e redistribuzione permette l’accesso degli enti caritatevoli e una partecipazione più ampia di tutti i donatori: cittadini, soggetti di volontariato, scuole, attività commerciali e aziende del territorio al fine di promuovere la cultura della Solidarietà, in particolare verso le nuove generazioni e offrire una risposta immediata all’emergenza alimentare.

L’apporto degli studenti dell’Itis è stato fondamentale nella sua gratuità: supportati dalle docenti Silvia Bonsi e Antonia Gissi, hanno creato un sistema per gestire le donazioni e le richieste di aiuto attraverso un sito dedicato, consultabile a questo link.

«I nostri ragazzi – spiega il dirigente scolastico, Giuseppe Monopoli – hanno messo a disposizione della collettività le competenze tecniche che hanno appreso nella nostra scuola, e quindi, da un’idea nata dai docenti, hanno lavorato per dare un contributo fattivo alla distribuzione di generi alimentari a chi ne ha più bisogno. In questo modo abbiamo coniugato educazione e informazione tecnica e insieme cittadinanza attiva».

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