Emergenza sangue, le associazioni: «Mancano spazi idonei, donatori al caldo o sotto il sole»

Donazione sangue © Pexels
Il grido di allarme: «Così non riusciamo a raccogliere prezioso sangue»
È un grido di allarme quello che proviene dal Coordinamento interassociativo volontari italiani sangue della Puglia, che comprende le associazioni Avis, Fratres e Fidas. Le alte temperature estive e l’assenza di spazi idonei alla raccolta del sangue stanno già scoraggiando i donatori a recarsi nei centri per la raccolta, determinando così una contrazione della disponibilità di sangue.
Tra i sei centri trasfusionali in cui il coordinamento interassociativo ha riscontrato carenze, ci sono quelli di Corato e di Ruvo di Puglia. Situazioni analoghe si trovano a Rutigliano, Grumo Appula, Manduria e Ginosa. I referenti del coordinamento hanno, pertanto, scritto al presidente della Regione e a tutto l’apparato sanitario regionale, affinché si adottino urgenti provvedimenti, al fine di consentire le donazioni in ambienti adeguati.
«La mancata messa a norma di queste strutture ha causato negli ultimi mesi pesanti disagi nello svolgimento della raccolta sangue incluso l’annullamento di numerose giornate già programmate. A questo si aggiungano i disagi determinati dal mancato funzionamento degli impianti di condizionamento e l’impiego di mezzi di trasporto degli operatori e dei materiali occorrenti per la raccolta, del tutto inadeguati (termine eufemistico), soprattutto in considerazione delle temperature estive» scrivono nella missiva i presidenti regionali delle associazioni, Raffaele Romeo, Emanuele Gatti e Roberto Nacci.
«È una situazione intollerabile – aggiungono – che, non solo rappresenta un rischio concreto per la salute dei cittadini donatori volontari, ma disincentiva la partecipazione alla raccolta, con la conseguente carenza di emocomponenti che mette in crisi l’intero sistema sanitario, in particolare per i pazienti che devono trasfondere in modo regolare. Tale criticità era stata evidenziata mesi fa, auspicando una rapida soluzione».
Il fabbisogno di sangue, durante l’estate, è storicamente più elevato. A questo si aggiunge l’ampliamento delle specializzazioni nelle strutture ospedaliere pugliesi che consentono l’esecuzione di interventi complessi, con importante necessità di sangue. La situazione strutturale, però, disincentiva i donatori dal mettere a disposizione il proprio sangue.
«A Corato – rileva Roberto Nacci – la donazione avviene in un luogo promiscuo, in cui sono presenti anche ambulatori. Non ci sono ambienti dedicati alla donazione, nonostante ne siano stati richiesti gli allestimenti. A Ruvo di Puglia la situazione è la medesima nonostante i recenti lavori alla struttura dell’ex ospedale. Si ricorre alle donazioni in autoemoteca con i donatori lasciati al caldo ad attendere il loro turno. E succede che, quando arriva il momento di donare, i medici non consentano la donazione perché la pressione sanguigna è troppo bassa».
«Dotare le strutture di ambienti idonei alle donazioni consentirebbe di aumentare il numero di sacche di sangue, utili a salvare vite umane. Invece registriamo centinaia di donazioni in meno rispetto al potenziale» aggiunge Nacci.
«È necessario un intervento urgente per risolvere questa crisi sanitaria. Il regolare funzionamento delle articolazioni organizzative è un’esigenza improrogabile per garantire la sicurezza dei donatori e soprattutto un’adeguata raccolta di sangue per le esigenze dei pazienti pugliesi. Non possiamo più permettere che la salute dei cittadini e la vita di chi ha bisogno di sangue siano messe a rischio da inefficienze burocratiche e da una carenza di risposte concrete» concludono i tre presidenti.
Commenti
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Ma che volete che sia… un pò di caldo… è meglio mandare un bel F35 per bombardare i palestinesi mentre fanno la fila per il pane. Netanyhau si fa una bella risata e gode alla vista di tutto quel sangue!!!! L’Italia si è ancora una volta “astenuta” al cessate il fuoco…..








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