Eleonora Forenza: «Noi siamo diversi»

Elena Albanese

L'europarlamentare barese ieri a Ruvo a sostegno di Pasquale Raffaele. «Ci proponiamo di essere quotidianamente partecipi e protagonisti del destino delle nostre città»

0 commenta

Giornata intensa di comizi quella di ieri, a poche ore ormai dalle Amministrative. A sostegno e chiusura della campagna elettorale di Rifondazione e del candidato sindaco Pasquale Raffaele è intervenuta a Ruvo l’europarlamentare barese Eleonora Forenza.

«Noi comunisti e comuniste siamo diversi», ha esordito, marcando da subito la differenza rispetto agli altri. «Noi proponiamo una pratica politica in cui non deleghiamo col voto a qualcuno i prorossimi cinque anni di amministrazione, ma ci proponiamo di essere quotidianamente partecipi e protagonisti del destino delle nostre città».

La loro è una vera e propria «lotta» per consentire alle persone di riappropriarsi della politica, come sta accadendo in Francia con le manifestazioni contro la discussa legge sul lavoro («Avrei voluto che il mio Paese avesse risposto allo stesso modo al Jobs act», ha detto la Forenza) e in Spagna con «i compagni di Podemos che si sono ripresi Madrid».

«Dobbiamo opporci a questi ladri di democrazia che spendono soldi per le campagne elettorali ma non hanno idea della politica come bene collettivo», ha esortato la platea, per poi accusare il Governo italiano di star «svendendo la nostra produzione agroalimentare agli interessi delle multinazionali», chiedendo anche a Ruvo di dare un segnale, attraverso il voto, contro questa scelta.

«Costruire un’idea diversa di Europa e di città» è il suo auspicio, in un momento difficile per gli enti locali, sottoposti al vincolo del Patto di stabilità che impedisce loro di spendere soldi. Bisogna «costruire amministrazioni che siano in grado di ridare potere alla cittadinanza, che siano luogo di discussione aperto, pubblico, trasparente e democratico».

L’europarlamentare ha difeso poi strenuamente la Costituzione «nata dalla resistenza antifascista» dalle modifiche che intende apportare il Governo Renzi, dicendo che chi osa fare distinzione tra partigiani debba essere «spazzato via», con evidente riferimento alle polemiche che hanno interessato il ministro Boschi.

Non è mancata la stoccata al presidente Emiliano, che, lungi dall’essere l’alternativa allo stesso Renzi, si è reso invece complice del «peggiore trasformismo, imbarcando pezzi di centrodestra».

«Un voto di lotta e di partecipazione» è quello che chiede, «per costriure un’altra esperienza nelle proprie città». E «un percorso chiaro e lineare, con un programma netto e distinto» è quello che promette, all’ospite e agli elettori, Pasquale Raffaele.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!