È la Quaresima e tornano le Quarantane

A breve sarà sospesa la Quarantana Insieme, nata da un lavoro corale di associazioni, svolto sotto la guida del maestro Michele Montedoro, esperto nella creazione di un fantoccio che è “simbolo ricco di simboli”

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Da questa mattina, Mercoledì delle Ceneri, fluttuano nei cieli di Ruvo di Puglia le “Quarantane”, fantocci dal sembiante femminile che simboleggiano la Quaresima.

Una tradizione che si rinnova in altre città e paesi del Meridione d’Italia: sospese tra balconi o su piazze o ancora, in piccole dimensioni, appese alle porte delle abitazioni, le Quarantane (o Caremme nel Salento) oltre a simboleggiare il periodo di penitenza che si concluderà a Pasqua, svolgono, secondo la tradizione, una funzione salvifica perché capaci di allontanare gli spiriti maligni.

A Ruvo di Puglia, le quarantane sono sospese in diversi punti della città e sono fatte esplodere il giorno di Pasqua, al passaggio della processione del Cristo Risorto. Quello dello “scoppio delle quarantane” è un rito che è tornato al suo splendore lo scorso anno, con l’allentamento delle restrizioni antiCovid che, per due anni, hanno sospeso i riti legati alla Settimana Santa e alla Pasqua.

Sul crocicchio tra corso Carafa e corso Gramsci, è sospesa la Quarantana del gruppo folclorico “Lapecheronza”; su piazza Dante, fluttua quella intergenerazionale della famiglia Miccoli; sulla piazzetta antistante l’Info Point di Ruvo di Puglia, in via Vittorio Veneto, guarda dall’alto la Quarantana della Pro Loco di Ruvo; su piazza Bovio, collocata la Quarantana della famiglia Caldarola. A breve, sarà sospesa la “Quarantana Insieme”, creata nel laboratorio promosso dall’associazione NoixVoi OdV, in collaborazione con l’Aias di Ruvo, Cultura et Memoria Centro Studi aps, Un mondo di bene 2.0 aps, Caritas settore minori, Cooperativa Shalom. Un lavoro corale svolto sotto la guida del maestro Michele Montedoro, esperto nella creazione di un fantoccio che è “simbolo ricco di simboli”.

Le Quarantane, infatti, hanno l’arancia, in cui sono conficcate sette penne di gallina, tante quante sono le settimane della Quaresima: vengono tolte man mano che queste trascorrono. Hanno anche il fuso e la conocchia, antico simbolo del lavoro femminile; e un’aringa, segno dell’astinenza da osservare come precetto quaresimale. Sono imbottite di fili di paglia che fluttueranno nel vento, tra il fumo e i coriandoli, il giorno di Pasqua, dopo lo scoppio delle Quarantane: la direzione che seguiranno, secondo la tradizione, pronosticherà come sarà l’annata agraria.

Le Quarantane di Ruvo di Puglia, inoltre, sono vestite di nero perché rappresentano anche la moglie di Mba Rocchetidde Cape de Rafanidde, maschera locale i cui funerali, che si tengono il Martedì grasso, non si celebrano dal 2020. E molti sperano in un ritorno a questa tradizione goliardica e folclorica della nostra città.

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Commenti

  • francesco amenduni (utente non verificato)

    e tutti quelli che vedono violenza di genere perfino nelle desinenze degli aggettivi, nei nomi plurali, nei participi passati e nella sezione dei documenti d’identità dove si indica il sesso del titolare … Muuuuuti … mentre una donna in gramaglie, appesa nelle strade, esposta al pubblico ludibrio, alle ingiurie e agli scongiuri per ben quaranta giorni, viene infine fatta esplodere per la gioia di tutti, grandi e piccini, uomini e donne, fluidi e solidi …

    • Ciccio Kim (utente non verificato)

      Andrebbe meglio, se si appendessero fantocci con le sembianze di Rosa Chemical?

  • B.A. (utente non verificato)

    Bellissima tradizione ed encomiabile l’impegno di coloro che si impegnano per mantenerla viva. Si potrebbero migliorare con il volto da vecchietta.